Ilsenatore del Pdl Domenico Gramazio, ex An, ma come tiene molto a precisare anche ex missino, non ha altre parole per definire lo scaricabarile di responsabilità che sta prendendo sempre più piede tra gli ex colleghi di partito a riguardo della casa di Montecarlo lasciata in eredità ad An dalla contessa Colleoni. E aggiunge: «Nessuno si assume la responsabilità perché tutti sanno che c'è uno scandalo vergognoso dietro questo fatto. Sono indignato e per questo ora voglio sapere chi ha firmato e venduto sottoprezzo un bene che appartiene non solo a un partito, ma a una intera comunità». Provo a farle dei nomi: Pontone, Lamorte e Fini. Le dicono nulla? «Da quello che so, sembra che le responsabilità siano dei segretari amministrativi di An. Pontone, a quanto sembra, aveva la delega a vendere e a gestire il patrimonio del partito però faccio fatica a credere abbia venduto quella casa senza che Fini sapesse quello che stava accadendo». Mi sta dicendo che Fini era al corrente di tutto? «Mi sembrerebbe strano il contrario. E se così fosse mi domando come mai Pontone aveva tutta questa libertà di movimento». Secondo lei che idea si sono fatti tutti quegli elettori che un tempo credevano in Fini e in tutta An? «Guardi io questa mattina ero in piazza Tuscolo con alcuni amici e sono stato fermato da un'anziana signora che mi ha detto "I giuda non devono passare. Combattete contro il tradimento". Tutti ora chiedono a noi ex An che siamo rimasti all'interno del Pdl di fare quadrato e di difendere la destra italiana contro chi tenta di approfittare dei beni del partito. Avevamo un tesoretto costruito con i sacrifici di tante persone che credevano nella causa e questo tesoretto non doveva essere svenduto». E inveve? «Lo hanno involgarito dal tradimento di chi ha amministrato i beni. Se avessi saputo che vendevano l'appartamento a Montecarlo facevo una colletta a piazza Tuscolo e lo comperavamo noi». Quindi anche lei concorda che «i giuda non devono passare»? «Sì. E le dirò di più. Ho incontrato Berlusconi questa mattina, mi ha detto che vuole andare avanti anche se è preoccupato di questa situazione. Poi ha aggiunto che quando riaprirà la Camera farà un intervento nel quale porrà alcuni punti fermi e che se saremo in minoranza marceremo verso le elezioni anticipate». Non la spaventa l'idea? «No anzi, ho detto a Berlusconi che io sono con lui».
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