«Sarebbe un disastro», «la speculazione prenderebbe il sopravvento», «allora addio ripresa». È un coro unanime tra gli imprenditori al punto che rifiutano quasi di prendere in considerazione l'ipotesi di elezioni anticipate. Anzi l'opinione diffusa è che proprio il riconoscimento ricevuto dall'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne dal presidente degli Stati Uniti Obama, dovrebbe indurre la classe politica a accantonare liti e ripicche e fare fronte comune per consolidare la ripresa e valorizzare i punti di forza che ci sono nel sistema imprenditoriale. Abbiamo raccolto il parere di tre imprenditori rappresentativi di tre settori diversi e tre differenti realtà territoriali: Mario Moretti Polegato, patron della Geox per il Nord, Paolo Gentilini, presidente della Gentilini Biscotti per il Centro, e Iva Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia. «Il Paese ha bisogna di coesione e la politica anzichè dividersi su questioni esclusivamente personali e che nulla hanno a che fare con il bene dell'Italia, dovrebbe occuparsi di sostenere le imprese» afferma Mario Moretti Polegato. Il gruppo delle «scarpe che respirano», famoso in tutto il mondo, si confronta ogni giorno con la concorrenza straniera e Moretti Polegato è critico verso la classe dirigente: «Gli italiani hanno grande creatività ma manca la capacità di gestire le idee. Spetterebbe alla politica farlo ma si impaluda in beghe senza senso. L'immagine italiana all'estero, grazie alle imprese, è alta ma è difficile spiegare, a fronte di tanti successi imprenditoriali, perchè un leader politico litiga con un altro». Per Moretti Polegato gli scontri nel Palazzo sono sicuramente più dannosi dell'opposizione fatta dai sindacati in alcune situazioni, a cominciare dalla vicenda Fiat. Gentilini alla guida dello storico marchio di biscotti, secondo solo alla Barilla, con sede nella Capitale, prospetta uno scenario buio qualora si andasse a elezioni anticipate. «Sarebbe una jattura. Pare che l'economia stia ripartendo, ci sono deboli segnali di ripresa e quindi mai come in questo momento sono necessari compattezza e unità d'azione nella classe politica. Peraltro - aggiunge Gentilini - sarebbe difficile spiegare agli elettori ma anche all'estero come mai un governo che ha vinto le elezioni a larga maggioranza e con un netto vantaggio sull'opposizione, non riesce a governare». Lo Bello è categorico: «È stata varata una manovra pesante ma necessaria per evitare che sprofondassimo come la Grecia e ora il governo non può mollare. Deve prevalere la stabilità, la continuità governativa. Una crisi politica in questo momento sarebbe fatale per il Paese e soprattutto per il Sud. Invece di sprecar tempo in liti che riguardano equilibri interni al Pdl, bisogna affrontare di petto la questione delle riforme. A cominciare dalla riprogrammazione dei Fondi Fas per il Sud concentrandoli su poche grandi opere».
Dalle imprese no alle elezioni
