Politica

Ore contate per la giunta Polverini

Meno due. Sono i giorni che mancano alla sentenza del Tar sui tre seggi aggiuntivi del Consiglio regionale che deciderà probabilmente la tenuta e le alleanze del governo Polverini. Per questo la maggioranza preme per chiudere, entro domani, l'accordo per l'ingresso in giunta dell'Udc. Una partita difficile che, come ammettono i più realisti «farà comunque piangere qualcuno». I nomi per il partito di Casini li ha già fatti ufficialmente il segretario Lorenzo Cesa: Luciano Ciocchetti e Aldo Forte. Al posto di chi? La dichiarazione dell'assessore all'Agricoltura, Francesco Battistoni indirizza verso le sue dimissioni. «Sto lavorando seriamente insieme all'assessore Cicchetti» afferma il rappresentante della provincia di Viterbo nella giunta Polverini e, alla domanda se fosse Berlusconi a chiedergli di dimettersi ha risposto: «A Berlusconi ho detto sempre sì, sono un uomo di partito». Prende dunque sempre più piede l'ipotesi delle dimissioni degli unici due assessori ad essere stati eletti anche consiglieri regionali, e dunque gli unici che non rimarrebbero «a spasso». Ma non è così semplice. Facendo fare un passo indietro a Battistoni e all'assessore alla Cultura, Antonio Cicchetti (Rieti), si ricreerebbe quel vuoto di rappresentanza delle province che di fatto verrebbero escluse dalla giunta ad eccezione di Latina. Per questo sul tavolo è ancora ben presente la «soluzione Zappalà». L'assessore al Turismo di Latina verrebbe sostituito dal centrista Aldo Forte, anch'egli di Latina. A Zappalà però si aggiungerebbe in questo caso il nome di Stefano Cetica (Bilancio), fedelissimo della Polverini. Difficile però che la governatrice affidi le chiavi della cassa regionale a un uomo di partito. Ma se, alla fine, la quadra il centrodestra l'ha praticamente trovata, resta ancora l'incognita in casa Udc dove i dissapori interni sono tutt'altro che sopiti. I centristi pongono infatti anche una questione di deleghe, quelle rimaste (patrimonio e personale) non ripagano della lunga attesa dei centristi che, ricordiamo, vantano un accordo pre-elettorale sulla vice presidenza della Regione, data invece all'azzurro Armeni. La pretesa di un assessorato di peso che la maggioranza dovrebbe «ricavare» da un rimpasto, partendo dalle deleghe dell'assessore Mariella Zezza, alla quale si sta pensando di togliere la delega al Welfare e al Lavoro. Voci di corridoio ipotizzano anche un «giro di poltrona» per Luca Malcotti (ai Lavori pubblici) e Marco Mattei (Ambiente). Una delle due andrebbe in quota Udc. Ma i conti a «casa Casini» sono ancora aperti. Il nome di Luciano Ciocchetti fatto da Cesa è stato infatti associato a un assessorato quando è ormai noto che il deputato e segretaro regionale dell'Udc era destinato alla vice presidenza della Regione e solo questa giustificherebbe le dimissioni dal Parlamento. Un particolare da tenere ben presente in queste ore. Il numero due della Polverini, Fabio Armeni, non solo non ha alcuna intenzione di lasciare ma, secondo indiscrezioni, nessuno glielo avrebbe mai chiesto. E per il Pdl la questione è chiusa: «Hanno avuto la vice presidenza del Consiglio, questo ha saldato il conto». L'unica speranza per ottenere la vice presidenza della giunta è quella di aspettare la sentenza del Tar di giovedì che potrebbe fare dell'Udc alleato indispensabile per la maggioranza di centrodestra. Chiudere l'accordo il giorno prima significherebbe rinunciare definitivamente alla vice presidenza e dunque all'ingresso di Ciocchetti in giunta.

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