Silvio Berlusconi, nel giorno del via libera al testo definitivo del ddl intercettazioni, torna all'attacco dei magistrati e ripete che nel nostro Paese "la sovranità non appartiene al Parlamento, ma ai pm di una corrente della magistratura, che attraverso la Corte Costituzionale si fa abrogare le leggi che non gli piace". Intanto dall'ufficio di presidenza del Pdl, è uscito un testo blindato: una volta che gli emendamenti, pare una quarantina, saranno formalizzati non ci sarà più spazio per modifiche e tutti - finiani compresi - saranno tenuti ad adeguarsi. "Sono due anni che stiamo lavorando su questo punto. Ora basta", ha detto il premier durante la riunione, "ci sono gli emendamenti studiati insieme poi ci sara' l'ok del Senato e il testo non sarà modificato più alla Camera". "E la decisione che abbiamo preso oggi è vincolante per i nostri senatori e i nostri deputati", ha chiarito più tardi il presidente del Consiglio intervenendo alla convention di Federalberghi. Dal suo punto di vista, il disegno di legge che sarà varato è un compromesso al ribasso. "Lobby dei magistrati e dei giornalisti ci hanno impedito di giungere a un testo che difenda al 100% il nostro diritto di libertà", ha spiegato nel criticare la mobilitazione contro il ddl. Per questo, ha detto, durante la riunione "c'è stata una sola astensione, la mia. Mi sono astenuto perché considero che il ddl non adempie a tutte le promesse" fatte agli elettori. Ha difeso il compromesso invece il ministro della Giustizia Aneglino Alfano. "I nostri princìpi restano, nel ddl ci sono", avrebbe detto durante l'ufficio di presidenza del Pdl. Al Guardasigilli e' stato dato mandato per definire gli ultimi dettagli del testo che, nelle intenzioni, diventerà legge entro la fine di luglio. Per esempio, ha anticipato Maurizio Gasparri, si starebbe valutando l'ipotesi di prolungare da 48 a 72 ore la proproga delle intercettazioni. Gli aggiustamenti non bastano però certo all'opposizione. REAZIONI - "Intanto vedremo se il testo è quello deciso a Palazzo Grazioli, che come è noto non è un ramo del parlamento", ha dichiarato Massimo D'Alema, se così fosse "sarebbero espropriate le istituzioni". Per l'ex premier "se il testo è quello noto fino a ieri vi sono norme non rassicuranti, soprattutto dal punto di vista della sicurezza dei cittadini". In particolare, la modalità di autorizzazione per la prosecuzione delle intercettazioni, "è chiaramente una norma ostruzionistica delle indagini". E ha annunciato "resistenza, dentro e fuori il Parlamento" Antonio Di Pietro. "Il testo voluto e proposto da Berlusconi non è soltanto blindato, ma fascista", ha detto il leader dell'Idv, "blocca l'informazione e impedisce ai magistrati di fare le indagini". ABRUZZO - Il presidente del Consiglio ha sconsigliato alla Protezione civile di recarsi all'Aquila e nelle zone del terremoto in Abruzzo finchè dureranno le accuse per omicidio colposo avanzate nei confronti dei suoi dirigenti dalla magistratura. "Rischi che qualcuno che magari ha avuto dei familiari morti sotto le macerie e con una mente fragile - ha spiegato Silvio Berlusconi dall'assemblea di Federalberghi - gli spari in testa". "Ecco perchè - ha ribadito premier - ho detto agli uomini della Protezione civile di non andare in Abruzzo o almeno di farlo senza insegne o almeno senza rendersi riconoscibili". Immediata la nuova polemica dopo l'attacco del premier sull'indagine per il mancato allarme terremoto all'Aquila. "Sono parole rancorose e incendiarie, Berlusconi getta benzina sul fuoco e dimostra, ancora una volta, la sua completa sfiducia nella magistratura". Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, commenta le dichiarazioni del presidente del Consiglio sull'inchiesta sulla Protezione Civile. "Arrivare ad evocare il pericolo di spari in testa agli uomini della Protezione civile è da irresponsabili e ha tutto il sapore di un tentativo di influenzare le indagini. Con queste parole - conclude Ferranti - Berlusconi manca di rispetto agli aquilani e a tutti i cittadini italiani che aspettano con serenità ed equilibrio giustizia".
Intercettazioni, basta modifiche

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