Politica

Polverini alla prova del Tar

Oggi la sentenza determinante sui tre seggi aggiuntivi

.Oggi, infatti, è attesa una sentenza decisiva per le sorti della giunta Polverini. La seconda sezione bis del Tar del Lazio potrebbe infatti decidere, già in serata, alcuni dei 21 ricorsi presentati per le elezioni regionali del marzo scorso. Tra i più delicati quelli presentati dal Movimento per la Difesa del Cittadino e dall'ex vicepresidente della Regione, Esterino Montino che chiedono di sospendere, e poi annullare, i due seggi aggiuntivi assegnati alla lista Polverini nelle circoscrizioni di Latina e Frosinone e il seggio aggiuntivo assegnato al Pdl nella circoscrizione di Viterbo, aumentando in tal modo i seggi in Consiglio regionale da 70, come previsto dallo Statuto, a 73. Tre seggi che potrebbero significare non solo un nuovo assetto nella neonata giunta Polverini ma anche la tenuta della maggioranza in Aula. Ad oggi infatti, i consiglieri eletti alla Pisana sono 38 per Lista Polverini, Pdl e La Destra, 6 per l'Udc e 29 per l'opposizione. Se il Tar Lazio dovesse ricalcare la sentenza di pochi giorni fa emessa dai giudici pugliesi (che hanno respinto l'assegnazione di 8 seggi aggiuntivi rispetto ai 70 previsti dallo statuto regionale), lo schieramento del centrodestra verrebbe messo in seria difficoltà: 35 consiglieri per Lista Polverini, Pdl e La Destra, che con l'Udc arriverebbero a 41. Gli stessi sei consiglieri centristi che, se spostati all'opposizione, porterebbero i due schieramenti a numeri identici. Per questo la sentenza del Tar è attesa dai dirigenti di tutti i partiti come il vero spartiacque per chiudere gli accordi «in pace» o «in guerra». E a decidere sarà il partito di Casini nel caso in cui i seggi tornassero a 70. Sul tavolo della trattativa la presidenza del Consiglio regionale e due assessorati, tra i quali il Bilancio. Il neo assessore e «fedelissimo» della Polverini, Stefano Cetica assumerebbe il ruolo, decisivo, di segretario generale della Regione. Non è da escludere però la rimessa in discussione della vice presidenza della Regione che potrebbe essere pretesa con maggiore forza proprio dal segretario regionale Udc, Luciano Ciocchetti. Ma un «rimpasto» così sostanziale creerebbe un'ulteriore scossa al già tormentato equilibrio all'interno del Pdl. Che continua a «tremare». Ieri in tutta la Capitale sono comparsi dei manifesti, fondo giallo e scritta enorme: «Berlusconi tradito». La firma del «Laboratorio Roma», il gruppo dei sette consiglieri comunali del Pdl al quale si sono aggiunti ultimamente alcuni «big» esclusi dalla lista Pdl Roma alle Regionali. E proprio ieri quest'ultimi hanno avuto un incontro con la presidente Polverini. L'esito indefinito. Si sarebbe infatti rinnovata la promessa di trovare «un posto» a tutti. Dove, come e quando sono elementi sostanziali non approfonditi e che si accostano pericolosamente alla congiunzione «se». Ma ormai è questione di ore, poi i tasselli del complesso mosaico delle Regionali 2010 dovrà comporsi. Peccato che a incidere sia ancora una volta più la magistratura della politica.

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