Miriferisco alla tragedia di Ventotene, e a quella mamma che non potrà più abbracciare colei alla quale ha dato la vita ma né i suoi figli né la sua mamma potranno sentire quel calore che per ben 9 mesi si sono dati a vicenda. E quelle famiglie che vedono uscire di casa le loro bambine e non le vedranno più crescere.... diteci perché!!! Anche a me devono dire perché... anche io ho un angelo in cielo: mio figlio 14 anni che il 2 febbraio 2008 perse la vita mentre stava giocando in un campo di calcio alla periferia di Roma e per un maledetto rubinetto posto a pochi cm dalla linea laterale (che non doveva stare li) del campo regolarmente omologato dalla FIGC CR Lazio e abilitato per il campionato dilettanti. Alessandro Bini così si chiamava mio figlio. A distanza di 26 mesi ancora non riusciamo ad avere dalla giustizia quelle risposte che tanto attendiamo. Tutti parlano di sicurezza, ci fanno le campagne politiche... ma sta di fatto che non conoscono il significato di questa parola visto che non per «tragiche fatalità» ma per mano dell'uomo si continua a morire e questi due eventi, che ti strappano il cuore, lo dimostrano. Delia Santalucia Una mamma dal cuore lacerato dal dolore
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