Il processo sui Diritti Tv di Mediaset è sospeso per tutti gli imputati in attesa che la Corte costituzionale decida sulla validità della legge 7 aprile 2010 sul legittimo impedimento continuativo del presidente del Consiglio. Nell'ordinanza i giudici spiegano che è impossibile stralciare la posizione di Silvio Berlusconi da quella dei coimputati per non spezzare l'unitarietà del dibattimento. Per i giudici c'è una evidente connessione tra la posizione dei diversi imputati. CONSULTA - La norma sul legittimo impedimento doveva essere varata con legge costituzionale. Per questo, i giudici della Prima Sezione Penale del Tribunale di Milano hanno sospeso il processo Mediaset, in cui Silvio Berlusconi è imputato per frode fiscale, e hanno inviato gli atti alla Corte Costituzionale, così come già accaduto nel processo Mills. In questo caso, i giudici hanno ravvisato una presunta violazione dell'Art.138 della Carta (legge di rango costituzionale), e non anche, come nel processo Mills, per l'Art.3 (uguaglianza di fronte alla legge). Il collegio, presieduto da Edoardo D'Avossa, ha quindi respinto la richiesta del pubblico ministero, Fabio De Pasquale, di proseguire col processo perchè, a suo avviso, la nuova norma non avrebbe introdotto cambiamenti sostanziali rispetto al passato. Rifacendosi alla bocciatura da parte della Consulta del Lodo Alfano, la Corte ha disposto la sospensione del dibattimento per tutti gli imputati (anche per Agrama, che aveva chiesto lo stralcio per motivi di salute) sospendendo i termini della prescrizione. GHEDINI - Parla di "decisione scontata" vista quella dei giudici milanesi di venerdì scorso, uno dei difensori del premier, Niccolò Ghedini, dopo che anche i quelli della prima sezione penale del tribunale di Milano hanno deciso la trasmissione degli atti alla Consulta perchè sia valutata la costituzionalità della norma sul legittimo impedimento. Ghedini, oltre a ribadire che "non si vuole applicare una legge" ha aggiunto: "Il nostro obiettivo era fare il processo e ottenere un'assoluzione perchè il fatto non sussiste. Speravamo che ci fosse consentito di fare il processo con i tempi e i modi previsti considerati gli impegni e la carica che riveste il presidente Berlusconi, ma qui a Milano i processi non ce li lasciano fare".
Inchiesta Mediaset, atti alla Consulta Processo sospeso per tutti gli imputati
