Politica

E Fini prova a rientrare in gioco

Gianfranco Fini ci prova. Forti del successo elettorale Silvio Berlusconi e la Lega gli hanno scippato il dossier cui più teneva: quello delle riforme. Un tema su cui il presidente della Camera, dall'alto della sua carica istituzionale, sperava di poter giocare da assoluto protagonista. Invece il Quirinale e l'opposizione sembrano più interessati a dialogare con il Carroccio che con l'ex leader di An. E Berlusconi lo ha tenuto accuratamente in fondo all'agenda dei suoi appuntamenti (i due si vedranno la prossima settimana). Così Fini prova a rientrare in gioco. Lo fa durante un convegno organizzato, con un certa lungimiranza, dalla fondazione Farefuturo. Il tema, infatti, è «La Quinta Repubblica: un modello per l'Italia?». E per una fortunata coincidenza arriva proprio quando il dibattito politico sembra aver scoperto una nuova parola d'ordine: semipresidenzialismo alla francese. Al presidente della Camera l'ipotesi di riforma su cui starebbero lavorando il premier e il Carroccio piace. «A me non va bene, ma benissimo - spiega -; ma si è sicuri che si possa introdurre in Italia in tutta la sua complessità?» Ed è su questo punto che Fini fa leva per fissare i suoi paletti. «Ho l'impressione - sottolinea con un «inciso polemico» - che da noi si parli sovente in modo troppo superficiale della vicenda francese. Si parli soltanto di elezione diretta del Capo dello Stato». Ma il semipresidenzialismo d'oltralpe non è solo questo. L'ex leader di An sottolinea l'importante ruolo politico dell'esecutivo e del Parlamento e il fatto che al Capo dello Stato spetti soprattutto il compito di salvaguardare la Costituzione, garantire l'unità del Paese e rappresentarlo all'estero. E, soprattutto, avverte che «non si può ragionare sul modello francese prescindendo dalla legge elettorale». Così indica anche quella che preferirebbe per accompagnare la riforma semipresidenziale: un sistema «maggioritario con sistema uninominale a doppio turno» che tra l'altro «rafforzerebbe il bipolarismo». Un modello che, però, non piace a Silvio Berlusconi. E forse non è un caso. Per recuperare un ruolo centrale nel dibattito politico Fini ha bisogno di usare la carota, ma anche il bastone.

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