"Il segnale che emerge da queste elezioni è quello di una domanda implicita ma urgente di cambiamento verso una politica più semplice, onesta,concreta vicino ai cittadini. Un segnale per tutti". Lo ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. "Per parte nostra - ha aggiunto - credo vada raccolta questa indicazione cercando di lavorare nel solco che abbiamo intravisto e da cui non ci allontaniamo. Per la creazione - ha concluso -di un Pd sempre più partito popolare e anche visibilmente presente e dall'altro per la costruzione di un'alternativa che possa dare uno sbocco credibile all'esigenza di rinnovamento della politica". "In queste elezioni pur complicate c'è un segno di una inversione di tendenza. Il Pd in un contesto di frantumazione di liste ha guadagnato un punto rispetto alle Europee, solo la Lega è l'altro partito avanzato dello 0,9%". Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, difende così il risultato delle Regionali. "Non voglio escludere i problemi - ammette Bersani - l'astensionismo che ha colpito nella stessa misura del centrodestra. C'è una difficoltà anche nostra ma questo non esclude la tenuta del Pd". Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ribadisce che il partito deve continuare a lavorare seguendo il solco dei due capisaldi seguiti finora ossia: "Il Pd sempre più popolare e radicato nel lavoro, nell'impresa e nella famiglia e dall'altro un partito impegnato a costruire un'alternativa positiva che dia uno sbocco credibile all'esigenza di rinnovamento che viene dai cittadini". Durante la conferenza al Nazareno Bersani ha osservato che dalle elezioni regionali emerge che c'è un pezzo largo di società, tra astensionismo e radicalizzazione, che non si sente rappresentato dalla politica e che esprime una domanda implicita e urgente di cambiamento, per una politica più semplice, più concreta, più vicina ai bisogni. Per tutti viene un segnale in questa direzione se guardiamo il messaggio nell'insieme".
Bersani: "Pronti a riforme e confronto"
