Ancora 48 ore di tempo per la Corte di Appello per decidere sul listino di Renata Polverini nel Lazio. L'Ufficio centrale elettorale, infatti, ha ricevuto il ricorso presentato questa mattina dalla candidata-governatore del centrodestra. LISTA PDL - La Lista del Pdl della provincia di Roma resta fuori dalla competizione elettorale del 28 e 29 marzo. L'Ufficio elettorale centrale ha respinto il ricorso presentato dagli esponenti del Popolo della libertà. Adesso la parola passa al tribunale amministrativo, dove l'istanza dovrebbe essere depositata entro domani mattina e il giudizio dei giudici potrebbe arrivare già martedì o mercoledì della prossima settimana. Sabato scorso l'ufficio elettorale aveva escluso la lista del Pdl nella circoscrizione provinciale di Roma perchè presentata oltre la scadenza ufficiale. Dopo un primo tentativo degli esponenti del Popolo della libertà di richiedere l'ammissione l'istanza è stata respinta domenica dai magistrati. Da qui la decisione di fare un nuovo ricorso all'Ufficio centrale elettorale. La questione ha anche dei risvolti penali, in quanto il Pdl ha denunciato i rappresentanti della lista Bonino-Pannella accusandoli di aver impedito l'ingresso in orario al loro rappresentante, che per questo motivo non avrebbe potuto presentare la lista. I Radicali a loro volta hanno denunciato per falso i testimoni citati dal Pdl. L'interdizione della lista del Pdl è legata a presunte irregolarità nella consegna della documentazione richiesta. Secondo Alfredo Milioni, il presidente del Municipio XIX delegato dal Pdl insieme a Giorgio Polesi di presentare i nomi dei candidati al Tribunale di Roma, si sarebbe trattato di un vero e proprio sabotaggio e non del tentativo, come sosterrebbe qualcuno, di cambiare all'ultimo minuto il nome di qualche candidato in lista. «Mi hanno impedito l'accesso, sono stato minacciato», si è giustificato nei giorni scorsi Milioni. «Polesi è rimasto in fila - ha spiegato in una delle tante interviste - mentre io passeggiavo fuori. Quando sono entrato per prendere il posto di Polesi, lui si è chinato per darmi tutta la documentazione e abbiamo visto uno col telefonino che ci stava fotografando. Uno che si è definito radicale. Abbiamo iniziato a discutere e, litigando, ci siamo trovati fuori dalla linea Maginot». Domenica, subito dopo la notizia dell'esclusione della lista del Pdl, la Polverini aveva fatto un appello a Giorgio Napolitano, affinchè fosse garantito «a tutti i cittadini, anche quelli del Pdl di esprimere il proprio voto». Una richiesta alla quale Napolitano aveva risposto ricordando che «spetta solo alle competenti sedi giudiziarie la verifica del rispetto delle condizioni e procedure previste dalla legge». L'ultima parola spetta però al tribunale amministrativo, dove è pronta ad abbattersi anche una pioggia di ricorsi da parte di quelli che dovevano essere i candidati del Pdl. Ci stanno lavorando Fabio Desideri, Bruno Prestagiovanni, Tommaso Luzzi, Erder Mazzocchi, Luigi Celori e altri ancora potrebbero aggiungersi nei prossimi giorni. Il ricorso più dirompente, però, sarebbe quello di Donato Robilotta. Il consigliere uscente infatti sostiene che le elezioni del 28 e 29 marzo nel Lazio non sarebbero regolari in quanto il vicepresidente della Regione, Esterino Montino, in qualità di reggente, «le avrebbe dovute indire tre mesi dopo le dimissioni di Piero Marrazzo». Il Consiglio regionale, puntualizza, «è stato sciolto il 29 ottobre, si sarebbe dovuto votare il 26 gennaio». Per cui, a suo dire, «le elezioni potrebbero essere annullate».
Lazio, bocciata la lista Pdl
Formigoni fuori dalle elezioni
