Politica

«Pacifichiamoci con i pm»

Ilsenatore Sergio De Gregorio è l'amico, il portavoce informale di tutti gli eletti all'estero e il presidente della fondazione «Italiani nel Mondo», ma è anche colui che ha raccolto lo sfogo di Nicola Di Girolamo: «Sergio, non ce la faccio più, mi dimetto». Senatore De Gregorio, allora Di Girolamo ha deciso: molla tutto prima che sia l'Aula a farlo decadere? «Sulle sue dimissioni ci sta ragionando anche se credo che sarà così. Vuole consegnarsi ai magistrati e collaborare. È un uomo provato che, però, vuole far capire al mondo che lui non è un mostro». Non sarà un mostro, però andava a braccetto con la malavita? «Questo è uno degli errori che ha commesso. Ha cercato una collocazione politica nel mondo della destra eversiva, quel mondo legato a Mokbel che lo ha conquistato dandogli mezzi e strumenti». Destra eversiva che si è infilata in An per candidarlo «Questo è quello che scrivono tutti però non credo che Fini centri qualcosa. Quando lo hanno candidato lui era solamente un ottimo avvocato. Forse l'unica pecca che ha commesso An è stata quella di non informarsi bene su chi ci fosse dietro quest'uomo, ma ora, spero proprio non si voglia aprire una sorta di caccia all'uomo per capire di chi è la colpa del suo inserimento in lista». Crede che questa vicenda comprometta l'immagine degli eletti all'estero? «Perché dovrebbe. L'onta è legata al singolo. Se dovesse cadere su tutta la categoria come la metteremo con tutti quei deputati e senatori che, rinviati a giudizio o condannati, siedono in Parlamento?» È forse per questo che tutti cercano di prendere le distanze da Di Girolamo? «Questo non lo so, ma una cosa è certa: mercoledì sarà tutto finito. L'uomo si presenterà ai giudici, entrerà in carcere e in quel momento l'Italia archivierà il caso Di Girolamo. Lui pagherà, ma non cambierà la fase di scontro tra poteri che stiamo vivendo: da una parte rimangono i giudici, dall'altra la politica e nel mezzo un duello che potrebbe portare alla fine di questa Repubblica. La politica si deve interrogare sulla necessità di tendere le mani ai magistrati perseguendo una volontà riformatrice». Stiamo già salutando la seconda Repubblica? «Ciò che sta accadendo ci porterà a questo». Finiranno anche il Pdl e Pd? «Questo non lo so ma l'aria che tira nel Paese è pesante. Ora pacifichiamoci con i poteri giudiziari altrimenti nessuno si stupisca se prima delle Regionali si alzeranno altri polveroni seri sulla politica».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.