Il Pdl prova a superare frizioni e incrinature interne nel nome di Renata Polverini, candidata alla presidenza della Regione Lazio. «Solo uniti si vince», anche perché sottovalutare la Bonino sarebbe un «gravissimo errore», questo il messaggio emerso dal confronto di ieri all'Hotel Parco dei Principi fra la leader dell'Ugl e i quadri romani del partito. Senatori, deputati, europarlamentari, consiglieri regionali, provinciali, comunali e municipali. Le correnti e sottocorrenti del Pdl sono riunite a due passi da Villa Borghese. Mille anime con tante culture politiche diverse e un solo partito, che prova ad andare avanti mettendo da parte rivalità intestine e piccole-grandi incomprensioni. È il commissario europeo Antonio Tajani a indicare la strada: «Solo uniti si vince. Non bisogna commettere l'errore di sottovalutare Emma Bonino». Anche perché, sottolinea Tajani, vincere le Regionali «non sarà facile». Gli fa eco il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto: «Noi siamo partiti bene ma dobbiamo stare attenti solo a una cosa: a non farci danni da soli e questo succede quando non si riflette. Guai a noi se ci mettiamo all'interno del circuito tradizionale contendendoci le preferenze e non parlando al corpo elettorale della città». La missione da portare a termine è, dunque, quella di bissare il successo delle comunali del 2008, seguendo l'esempio di Alemanno, protagonista di una «campagna elettorale porta a porta», come peraltro anticipato lo scorso 14 gennaio dalla stessa Polverini all'inaugurazione di «Laboratorio Lazio», il suo comitato elettorale. Cicchitto non sottovaluta la candidata del centrosinistra, al quale non risparmia tuttavia una stilettata: «Emma Bonino è una persona che stimo, ma ha delle caratteristiche stravaganti: a Roma si presenta con una casacca e a Milano con un'altra. Emma Bonino farà due campagne elettorali, una a Roma con il Pd e l'altra a Milano contro il Pd e il Pdl». Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri rilancia: «Dobbiamo amalgamarci di più, stare di più insieme». Anche la candidata alla presidenza del Lazio cerca di parlare alla pancia del partito, invitato tutti a superare ogni divisione. Con la voce rotta dalla commozione per una sala tutta in piedi ad applaudirla, la Polverini arringa: «Ero sicura che incontrando eletti e quadri del Pdl avrei ricevuto una carica emotiva forte, ma non immaginavo così tanto. Per vincere bisogna correre tutti insieme, perché i cittadini da raggiungere sono moltissimi. Ho iniziato una campagna elettorale che voglio combattere con tutte le mie forze. Non voglio limitarmi ai passaggi, pure fondamentali, della comunicazione ma voglio parlare ai cittadini guardandoli negli occhi. Non sono mai stanca perché è troppo bello incontrare le persone. Mai come in questi giorni mi rendo conto che i cittadini vogliono politici che tornino fisicamente da loro. Vi chiedo quindi di correre come sto correndo io». «Credo che questa manifestazione sia la miglior risposta - dice dal canto suo il sindaco di Roma Gianni Alemanno a chi gli chiede se il Pdl andrà coeso alle elezioni - C'è un partito compatto. Tutti hanno espresso con chiarezza il loro appoggio alla Polverini e spero non ci siano dubbi sulla compattezza del Pdl e di tutto il centrodestra». «La grande affluenza dei quadri del Pdl di Roma e Provincia è la prova che il sostegno a Renata Polverini da parte dell'intero Popolo della Libertà è pieno e senza risparmio. Ringrazio tutti i militanti che si stanno impegnando sul territorio con l'unico obiettivo di riconquistare la Regione Lazio», chiosa il coordinatore romano Gianni Sammarco. E mentre il Pdl ritrova - o almeno si sforza di farlo - compattezza e unità, il rapporto con l'Udc va rasserenandosi. L'alleanza, almeno nel Lazio, si farà. Così almeno lasciano intendere Gasparri e Alemanno. «Penso che si possano fare delle intese locali, fermo restando che noi siamo per il bipolarismo, non apprezziamo chi fa pendolarismo politico, chi fa accordi un po' di qua e un po' di la», dice Gasparri. «La Polverini è una candidata che può parlare veramente al popolo e per questo crediamo che sia necessario allargare la nostra alleanza con l'Udc e confermare gli accordi presi - rilancia Alemanno - Mi auguro che tutto sia risolto. È chiaro che avremmo preferito che l'Udc si schierasse totalmente dalla nostra parte, però questo non significa dover rinunciare ad accordi politici e programmatici già sottoscritti, anche perché c'è una grande comunanza di valori. Qui non è un problema di schieramento ma di valori. La Bonino è una radical-progressista che parla all'élite, la Polverini parla al popolo. Con questa sfida smentiamo il fatto che la sinistra rappresenta il popolo. Noi siamo una realtà popolare e interclassista perché partiamo dai valori. Se qualcosa non cambia alla Regione il Lazio farà la fine della Campania con i rifiuti. Non è possibile continuare a prorogare Malagrotta». «Penso che con l'Udc sia stato tutto risolto. Siamo almeno in due, io ed Alemanno, a pensarlo - annuisce la Polverini - Ho fatto un accordo con l'Udc sul piano regionale, sui valori e temi come famiglia, vita e sanità».
Con la Polverini Il Pdl ritrova l'unità
