Politica

Cnn? A Napoli non basta

NAPOLI - Hai lavorato al New York Times? Non sei in grado di occuparti della web tv del Comune di Napoli. Hai fatto il corrispondente per il Washington Post? Nemmeno. Carl Bernestein e Bob Woodward, quelli dello scandalo Watergate, non verrebbero presi in considerazione. Se ti chiami James Harding e dirigi il londinese Times non conta nulla. Sei Larry King e hai condotto per anni il più importante programma di informazione della Cnn, il Larry King Show? Chi se ne frega, nel Municipio partenopeo del tuo curriculum ne fanno carta straccia. Hai vagato per anni tra le redazioni delle maggiori testate internazionali? Ti sbattono comunque le porte in faccia. Se fossero ancora tra noi, Indro Montanelli e Enzo Biagi non avrebbero speranze. Giorgio Bocca è inutile che ci provi, la sua domanda non la leggerebbero nemmeno. Così come quella di gente del calibro di Gianpaolo Pansa: non ha abbastanza esperienza. Fa niente se Enrico Mentana ha contribuito a fondare il tg5, per il Comune di Napoli non è abbastanza. Ed Emilio Fede subirebbe di certo un secco rifiuto. Beato Joseph Pulitzer, quello del premio, e fondatore della prima scuola di giornalismo del mondo: ai suoi tempi non era così difficile lavorare. L'amministrazione di sinistra guidata dal sindaco Rosa Russo Iervolino ha le idee molto chiare sulle “qualità” che un giornalista deve avere per avviare la nuova televisione on line, la nuova frontiera dell'innovazione. Il super cronista in questione deve avere il tesserino di professionista da almeno vent'anni, il che esclude di fatto tutti i giovani, i più appassionati e ovviamente esperti di nuove tecnologie. Bisogna avere esperienza nel campo della formazione giornalistica, aver collaborato per anni con testate nazionali e per quotidiani on line, avere esperienza di comunicazione istituzionale, direttamente presso un Ente pubblico e soprattutto aver lavorato a lungo per Mamma Rai, come conduttore di tg, di programmi di approfondimento, autore di programmi di inchiesta e informazione, occupandosi anche di ideazione e realizzazione di trasmissioni televisive.  Fuori gioco tutte le esperienze nelle reti commerciali, roba come Mediaset e Sky all'ombra del Vesuvio vale meno di zero. A Palazzo San Giacomo si sono resi conto di essere indietro col passo: ma come, Senato e Camera trasmettono i lavori in diretta, gli enti regionali si stanno attrezzando e Napoli non è ancora su internet? Detto, fatto. Sotto l'albero di Natale c'è un avviso pubblico per affidare la consulenza per l'avvio della web tv. Un bel regalo non c'è che dire: ventimila euro à la carte. La pubblicazione della selezione dell'albo pretorio risale infatti alla vigilia di Natale: solo dieci giorni di tempo per presentare i curriculum. Nemmeno il tempo di mandare giù panettoni e cotechini. E soprattutto, nessun tipo di pubblicità, alla faccia della trasparenza. Qualsiasi altra assunzione in genere viene sbandierata ai quattro venti, il concorso per oltre 500 assunzioni da realizzare in tre anni è stato annunciato a suon di conferenze e comunicati. Ma l'avviso è nascosto tra le pagine del sito istituzionale, nella bacheca di una Municipalità di periferia, nessun impegno per renderlo noto alle migliaia di visitatori che orgogliosamente l'amministrazione rivendica. A pensar male si fa peccato, certo. Ma il bando sembra proprio cucito ad hoc per qualcuno. Troppo precisi i criteri indicati, troppo, per essere una selezione aperta ai tanti giornalisti in cerca di lavoro. Che non hanno alcuna speranza. Il Comune di Rosetta vuole una figura di alto profilo e di comprovata esperienza professionale, ma i criteri indicati sono davvero garanzia di qualità per occuparsi di una web tv? Non è d'accordo l'Ordine dei giornalisti della Campania, che chiede l'intervento del sindaco e dell'assessore alla Legalità, l'ex Guardasigilli Luigi Scotti, per rivedere il bando: «I requisiti sono troppo restrittivi e penalizzano tantissimi colleghi, soprattutto i giovani. È un avviso riservato a pochi e non ai tanti che esprimono la grande qualità del nostro giornalismo». Dal Municipio nessuna spiegazione.

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