Politica

Una prova di maturità per il Paese

Non per un buonismo da quattro soldi, ma perché, esaminando freddamente quanto è successo domenica a Milano, possiamo ben dire che il premier ha rischiato la vita, ma abbiamo anche rischiato che il clima di polemiche e di veleni sfociasse nella violenza già vista nel nostro Paese 30 anni fa. Lasciamo da parte la discussione retorica sui mandanti o sulle responsabilità. Di certo una parte del Paese ha visto in Berlusconi non un avversario, ma un’ossessione. Pur di batterlo ha messo in piedi coalizioni innaturali, capaci in qualche caso di vincere le elezioni, ma mai di governare. Ora si cambia? Certo le scadenze elettorali non aiutano. Ma vincere mettendo insieme una coalizione che vada da Di Pietro, residui di comunisti, Pd e perfino Casini a cosa potrebbe portare? A raccogliere voti, ma solo sulla spinta emozionale dell’ossessione Berlusconi. Da Bersani e da D’Alema abbiamo avuto segnali diversi. La volontà di uscire dalla trincea dello scontro sulla Giustizia, tanto caro a Di Pietro. È questa la prova di coraggio a cui sono chiamati il Pd e il suo segretario. Coraggio perché è scontato che così si lascia spazio politico all’ex pm. Ma non ci sono alternative. Per il principale partito di opposizione è arrivato il momento della maturità abbandonando Di Pietro. Nell’interesse del Paese.

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