Politica

Silvio torna a volare nei sondaggi

Due italiani su tre sono con Silvio Berlusconi. Il premier torna a volare nei sondaggi. Inverte il trend che lo vedeva in discesa da alcuni mesi, in particolare dopo la bocciatura del lodo Alfano. Non solo, il premier gode della presocché totale fiducia degli elettori del centrodestra. Mentre Gianfranco Fini ha il consenso di appena il 36% di coloro che votato la coalizione. Sulla scrivania di Silvio Berlusconi è arrivato il primo sondaggio post-aggressione. E a guardare le tavole messe a punto da Euromedia di Alessandra Ghisleri c'è da rallegrarsi. La fiducia nel presidente del Consiglio è tornata a livelli molto alti: 66,1%. Impossibile fare un raffronto ufficiale con dati precedenti visto che non sono stati diffusi. Il premier aveva parlato sino a immediatamente dopo l'estate di un consenso intorno al 68%. Poi era iniziata la discesa: nelle scorse settimane si era parlato di un dato attorno al 60-62%. Ora torna a salire e ad avvicinarsi al 70%. Certo non è ancora il 75 del dopo discorso di Onna, il 25 aprile, quando il Cavaliere indossò un fazzoletto dell'Anpi dimostrando così di poter rappresentare anche coloro che non lo avevano votato. Ma quella della festa della Liberazione è stata una punta, dopo sono inziati gli attacchi su tutti i fronti (il 26 aprile è il giorno della festa di Noemi). Berlusconi è al 99,2% di fiducia tra gli elettori del centrodestra. Tra le principali cariche dello Stato gli si avvicina solo Renato Schifani a quota 59,3 (63,7 tra gli elettori del Pdl e 40,5 tra quelli della Lega). Giorgio Napolitano invece si ferma a quota 39,1: il presidente della Repubblica gode della fiducia del 44,3% degli elettori Pdl e solo del 17 di quelli della Lega che come è noto non l'hanno mai amato. Staccato Gianfranco Fini, fermo appena a quota 36. Ma ciò che colpisce di più è il fatto che il co-fondatore del Pdl goderebbe del consenso di appena quattro elettori su dieci (41,8% per la precisione) e appena il 12,8% di quelli della Lega. I seguaci di Umberto Bossi hanno quattro punti di fiducia in più in Giorgio Napolitano (che non fu votato dal Carroccio e più di un'occasione contestato) che in Fini, il quale comunque è uno dei potenziali futuri leader della coalizione. Il Cavaliere intanto è rimasto ad Arcore. In mattinata ha ricevuto la visita privata di Fabrizio Cicchitto, poi quella di Niccolò Ghedini, con il quale si è intrattenuto a parlare di giustizia. Ha pranzato con i figli, con loro è rimasto a lungo. Domani sera dovrebbe vedere a cena Umberto Bossi e Roberto Calderoli, possibile che ci sia anche Giulio Tremonti. Slitta invece alla settimana prossima il faccia a faccia con Gianfranco Fini: i rapporto tra i due sembrano essere tornati sereni al punto che diversi finiani parlano esplicitamente di «rinnovato asse». Si vedrà, anche perché Silvio e Gianfranco devono affrontare nodi spinosi come per esempio un minirimpasto da fare dopo le Regionali. Se Luca Zaia dovesse essere eletto in Veneto il Pdl potrebbe pretendere il suo ministero: si scalda la giovane Nunzia Di Girolamo, la quale ha peraltro un ottimo rapporto con il presidente della Repubblica e due settimane fa lei che è del Pdl ha presentato nella sua Benevento la fondazione intitolata all'ex sindaco di Napoli, il comunista Valenzi.

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