Ancora una volta il protagonista indiscusso è lui. Antonio Di Pietro. Stavolta, a fare le spese della voglia di protagonismo dell'ex pm è il corteo organizzato dalla Cgil a Roma. Mentre i lavoratori statali e quelli della scuola sfilano per le strade della Capitale, Tonino fa un tuffo nel passato e tira fuori dal cilindro frasi che in Italia non si sentivano da almeno 30 anni. «Se il governo continua ad essere sordo ai bisogni dei cittadini - attacca -, si andrà allo scontro di piazza, e lì ci scapperà l'azione violenta se il governo non si assume la responsabilità di rispondere ai bisogni del Paese». «Berlusconi - insiste - è come qualche "caudillo" sudamericano che pensa che le istituzioni siano sue proprietà. Sta succedendo qui da noi quello che succede in alcuni paesi del Sud America, dove non c'è rispetto delle istituzioni. Contro questo governo si arriverà allo scontro di piazza». E per un momento qualcuno pensa agli '70 quando Potere Operaio cantava «contro lo Stato lotta armata sarà». Tant'è che le reazioni non si lasciano attendere. «Adesso vediamo se a livello politico da parte del gruppo dirigente del Partito democratico e a livello istituzionale verranno prese le distanze da ciò che ha detto in modo irresponsabile l'onorevole Di Pietro» commenta il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. «Antonio Di Pietro è un irresponsabile - gli fa eco il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi -. La violenza delle sue parole richiama alla memoria quella di tanti "cattivi maestri" che animarono una stagione che il nostro Paese ha superato pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane. Il Pd, se ha a cuore il bene dell'Italia, deve prendere le distanze da questo pericoloso estremista». E mentre il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri si domanda cosa diranno «tutti quelli che si scandalizzano per le affermazioni del centrodestra», il deputato leghista Matteo Brigandì (avvocato del leader del Carroccio Umberto Bossi ndr) ricorda come «ci sono precedenti che hanno visto condanne per queste parole. Vediamo se la giustizia è uguale per tutti». Immediata la replica del leader Idv che prova a correggere il tiro: «I soloni del centrodestra la smettano di far finta di non capire. Accusano me di sobillare la piazza quando io ho solo lanciato l'allarme del rischio concreto che milioni di cittadini esasperati facciano saltare il banco». «Anzi - aggiunge - mi preme ribadire che noi dell'Italia dei Valori ci stiamo attivando per incanalare la protesta nell'ambito di serene e pacifiche manifestazioni democratiche». Sarà, ma quel richiamo allo scontro di piazza, tutto lascia intendere tranne la volontà di utilizzare forme di protesta serene e pacifiche. E non fa meglio il Pd che invece di stigmatizzare le parole di Di Pietro (Rosy Bindi si limita a sottolineare come Tonino ami sempre «alzare un po' i toni»), avverte il premier. «Non so cosa farà sulle elezioni anticipate - spiega il segretario democratico Pier Luigi Bersani -, ma di certo se Berlusconi strappa, credo si troverà di fronte a una reazione molto dura». Niente male come proposta alternativa.
Tonino incita allo scontro di piazza

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