BRUXELLES - Persino i trecento ragazzi del Ppe hanno fatto una certa fatica a stargli dietro. La domanda volteggia sulla sala per quasi due ore. E piomba sui tavoli nel bel mezzo di una discussione sulla politica agricola comune e una sulla difesa degli interessi nazionali. Silvio Berlusconi è al primo piano del Conrad hotel, il suo albergo preferito a Bruxelles, un po’ fanè, uscito di moda e in parte anche decaduto (ma non nei prezzi). Una due giorni di fuoco per Silvio Berlusconi. Lui, solo contro tutti. Una battaglia solitaria senza alleati. Anzi, a tratti il Cavaliere è apparso anche contro se stesso. Giovedì levataccia alle 7 del mattino, volo a Bonn e show davanti ai principali leader popolari, dalla Merkel a Barroso. Pranzo e replica a Fini che ha scatenato le ire del Quirinale. Volo a Bruxelles, riunione del Consiglio di Europa e conseguente cena con i leaders. Ritorno in albergo e cena con i giovani popolari (coordinati da Carlo De Romanis) che gli hanno fatto anche trovare Danilo, il suo pianista preferito, giunto "segretamente" nella capitale europea per accompagnarlo in canzoni napoletane e francesi con irrinunciabile repertorio di Aznavour. Contorno di barzellette varie in mezzo a varie stilettate alle massime cariche istituzionali: «Presidente della Repubblica, della Corte Costituzionale e del Parlamento sono tutti contro di me. Ma io vado avanti lo stesso». Brindisi e via in camera alle due di notte. A dormire? Macché, a lavorare. Ha chiesto al capo delegazione del Pdl, Mario Mauro, di seguirlo nella suite per discutere dei dossier sul clima: «Mi ha congedato solo alle tre e mezza, non voleva dormire più». Ieri sveglia di nuovo alle sette, telefonate varie, transita a passo svelto nella hall dell'albergo che lo ospita e saluta la sparuta pattuglia di giornalisti. Nuova riunione al Justus Lipsius. Qui il Cavaliere fa sapere che si concederà ai microfoni: «Lo dico qui con chiarezza: non ho mai pensato neanche una volta ad elezioni anticipate». Andare avanti è la parola d'ordine, cambiando la Costituzione. Gli viene chiesto che cosa ne pensa delle preoccupazioni del Quirinale: «Le preoccupazioni ci dovrebbero essere per l'uso politico della giustizia. Ho solo fotografato la situazione che tutti gli italiani di buonsenso hanno chiarissima davanti» dicendo basta al «festival dell'ipocrisia». Ritorno in albergo e pranzo con gli eurodeputati. Avanti così. Da solo.Con unica bussola una strategia che neppure gli alleati hanno completamente decifrato. Erano settimane che si parlava di un nuovo predellino. Che si vociferava insomma di una nuova sortita come quella di due anni fa. Stavolta non è una iniziativa singola. E' l'inizio di una campagna. Berlusconi non starà più zitto e non resterà nell'angolo. Va all'attacco. Attacca tutti. Spiega le sue ragioni, spiega quella che lui continuamente ribadisce in privato: è la verità. Gli italiani devono conoscere la verità. Anche all'estero devono conoscere la verità. Mi hanno persino del mafioso e dovrei restare in silenzio?
Avanti da solo e contro tutti Silvio non vuole più subire

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