Politica

Mandaci a casa e rivinci alla grande

Bettinoavrebbe potuto incassare la cambiale di donna Historia, che, nel 1989, col crollo del Muro e l'implosione con vergogna e squallore del comunismo, certificò che i socialisti democratici e liberali, da Turati a Matteotti, da Saragat al Nenni 1956, sino al nuovo corso del Midas, avevano avuto sempre ragione. Craxi avrebbe potuto incamerare, lui, il primo a trattare i missini come legittimi rappresentanti del popolo, anche il possibile ritorno nella casa madre dei mussoliniani, l'altra anima uscita dal socialismo italiano. Le elezioni anticipate nel 1991 avrebbero fatto rinascere un grande Psi, capace di porsi come alternativa progressista e laica, giammai laicista, alla Dc. In più, il voto del 1991 avrebbe definitivamente tagliato le unghie ai tigrotti togati del diritto alternativo, stalinisti o maoisti, comunque giudici di lotta, con in testa il progetto del manipulitismo unilaterale. Se Craxi e Forlani avessero osato di più, scollando a forza dalle poltrone i culi dei loro ministri, ostili al voto, si sarebbe evitato anche il medioevo del carcere utilizzato per strappare confessioni. Bettino cedette all'inerzia interessata dei suoi sederi di piombo, così come Forlani si piegò al bradipo andreottiano. Perciò, la storia d'Italia in luogo dei santi e degli eroi produsse Di Pietro. Quando la giustizia e l'ingiustizia sono difficili a distinguersi - dal diritto imbarbarito del processo Mills alla bocciatura irresponsabile (a maggioranza, 9 a 6) del lodo Alfano, sino al fantaromanzo di Cosentino, per quasi vent'anni impiccato ad un'inchiesta conclusasi ad orologeria in prossimità della sua candidatura a governatore della Campania -, allora «si ha bisogno di gente con la quale andare a rubare i cavalli» (Ernst Jünger). Caro Silvio, ti vogliono fare a pezzi e già insidiano i tuoi figli e migliaia di posti di lavoro da te creati. Ebbene, stimato Cavaliere, ispirati a Jünger : non farti irretire dalle «colombe», che misero nelle mani di Scalfaro e Follini. Non offrire più il petto al fuoco amico e al Pdl senz'anima e senza politica, perché i cavalli bisogna rubarli, hic et nunc, rilanciando la rivoluzione del predellino, quella del partito di Berlusconi, senza cofondatori. Silvio, vai di corsa al voto anticipato e manda a casa questo Parlamento, pieno di aspiranti Giuda del nuovo 25 luglio 1943, premessa necessaria della tua Piazzale Loreto. Fra l'altro, molti tuoi «nominati», in Parlamento neppure ci vengono, perché hanno altro da fare. Sciogliendo le aule deserte, sorde e grigie, avrai l'opportunità di restituirli a tempo pieno agli affaracci loro. Non esistendo alternativa alla tua leadership, considera che hai il dovere di mandarci tutti a casa, rivincere alla grande, evitando agli italiani il nefasto marasma istituzionale e politico, perseguito dal circo mediatico-giudiziario. Sciogli le Camere e salva l'Italia. Giancarlo Lehner

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