Politica

Il G14 delle donne

dall'inviatoFabrizio dell'Orefice Un network delle first ladies. Insomma, un G14 delle donne. Che faccia pressione sui Grandi per ricordare la questione femminile, la discriminazione nei confronti del gentil sesso. La proposta arriva in lingua zulù e la formula a tavola la moglie del presidente sudafricano Zuma, Siza Kele Khumalo. O meglio, una delle quattro moglie, quella inviata in rappresentanza del marito al giro delle first ladies a L'Aquila. La proposta viene colta al balzo dalla ministra delle Pari Opportunità, Mara Carfagna (vestita in nero Fendi), una delle due rappresentanti del governo che scorteranno le mogli: l'altra è la titolare di Scuola e Università Mariastella Gelmini (pantaloni, camicia e cardigan blu Dolce e Gabbana, scarpe da ginnastica). Alle quali nel pomeriggio si aggiunge anche Michela Vittoria Brambilla, responsabile del Turismo (pantaloni bianchi, giacca scura di Gai Mattiolo), che accompagnerà le signore a una mostra all'interno della caserma di Coppito sul made in Italy. La giornata era cominciata già dal mattino, quando le mogli arrivano a L'Aquila ognuna per conto suo. Michelle Obama vola alto, nel senso che è l'unica a prendere l'elicottero. E sarà anche colei che detterà la tabella di marcia. Nel vero senso della parola visto che la first lady del presidente statunitense è l'unica che, per motivi di sicurezza, non salirà sul pulmino delle altre preferendo viaggiare su un'auto blindata. E imporrà a tutte di procedere a passo spedito visto che non le è consentito, sempre per il rischio attentati, di andare troppo lenta. Le ministre fanno da Cicerone illustrando le bellezze e le macerie del capoluogo abruzzese. La Casa dello Studente, la Chiesa delle Anime Sante e il palazzo della Prefettura. Michelle domanda alla Gelmini che ne sarà di L'Aquila città universitaria e la titolare dell'Istruzione spiega i tempi della ricostruzione e del ritorno alla normalità. La moglie di Barack si complimenta per le tappe ravvicinate. Alla Carfagna invece domanda dei bambini, più d'una si commuove. «Ma quanti ne sono morti?», domanda Michelle oggi di nuovo in giallo, ma stavolta acido, con un completo in taffetà e giacchino corto chiuso da un bottone gioiello. La più informale è la moglie di Brown, Sarah, che scambia impressioni con la svedese Filippa Reinfeldt. La più aristocratica Carla Bruni Sarkozy che, appunto con aristocratico distacco, non si fa vedere per tutto il giorno. Non si aggrega al tour e se lo farà sarà per conto suo oggi. Appare spaesata l'indiana Gursharran Kaur, in sari cipria. Poi tutte al pranzo offerto dalla moglie del presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, e per tutte c'è una borsa made in L'Aquila. Infine la visita alla mostra allestita all'interno della sede del vertice a cui si aggiunge, anche lui nella veste di «special guide for special guest», il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi. Ma anche lui accompagnato da una donna, la deputata del Pdl, Manuela Repetti.

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