Al tempo stesso il Cavaliere sottolinea che con la Lega l'alleanza è solida, ma nel suo ruolo istituzionale, aggiunge anche che «per il referendum i cittadini devono assumere un atteggiamento responsabile di fronte comunque a una chiamata elettorale». Quasi un invito al voto. La posta del referendum, in effetti, si incrocia con quella, ben più ambita per Pdl e Pd, dei ballottaggi. La Lega ha comunque garantito a Berlusconi che porterà i propri militanti a votare ma da giorni insiste sull'opportunità che i cittadini hanno di non ritirare le schede dei quesiti referendari. Dopo che il ministro dell'Interno Roberto Maroni domenica scorsa ha sottolineato l'importanza che i presidenti di seggi indichino questa opzione, il capogruppo del Carroccio alla Camera, Roberto Cota, sottolinea che sarebbe «legittimo» se ci fossero dei cartelli al seggio che contengano questa informazione. «La Costituzione - sottolinea - stabilisce che un referendum per essere valido deve raggiungere il quorum, perciò ci sono tre opzioni: si, no, ma anche astenersi. Il ministro Maroni sta dando istruzioni ai presidenti dei seggi». Intanto, dopo l'appello di ieri del Quirinale a un'adeguata copertura informativa della consultazione popolare, ieri il comitato referendario si è rivolto direttamente al presidente della Rai, Paolo Garimberti. «La Rai — scrive in una lettera a Garimberti, il presidente del comitato Giovanni Guzzetta — ha spiccato per latitanza» sul referendum.
Il premier voterà sì al referendum
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