Politica

«Chi corrompe va via»

Sistringono, più forti, i legami tra le imprese italiane e la Libia: il colonnello Muammar Gheddafi ha incontrato a Roma i big dell'industria italiana ed ha assicurato che, grazie al patto di amicizia tra i due paesi, le nostre aziende potranno godere di un trattamento privilegiato nel suo paese e che la Libia non farà mancare mai all'Italia «il fabbisogno» di gas e petrolio di cui necessita. Ospitato dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nonostante il ritardo di un'ora all'appuntamento fissato in Viale dell'Astronomia, Gheddafi ha avuto il tempo di un breve faccia a faccia con la leader degli industriali italiani accompagnata da una decina di grandi imprenditori, tra cui i vertici di Unicredit, Enel, Finmeccanica e Ferrovie «che - ha spiegato Marcegaglia - hanno già in corso progetti con la Libia». «Mi pare che la Libia sia molto interessata a rafforzare la sua presenza nelle imprese italiane» ha sottolineato Marcegaglia. Gheddafi ha garantito che l'Italia avrà «priorita» negli investimenti e nelle agevolazioni che il governo sta approntando per attrarre capitali dall'estero e che la Libia «non favorirà altri paesi a spese dell'Italia» nelle forniture energetiche finchè sarà in vigore l'accordo di collaborazione. Il colonnello ha invitato gli imprenditori a rivestire il ruolo «di soldati della pace» perché «le battaglie da combattere oggi sono quelle delle costruzioni, dell'industria, delle infrastrutture». Stando però molto attenti a non esportare il «virus» della corruzione nel tentativo di assicurarsi «la benevolenza» del popolo libico: «Io vi ho avvertito, le imprese che sbagliano le mandiamo via» ha avvisato Gheddafi. L'intervento del leader è stato particolarmente apprezzato quando ha fatto riferimento al governo Berlusconi come la vera «fortuna» per le imprese: «se fosse la sinistra a governare l'Italia, la fortuna delle imprese sarebbe minore» ha detto tra gli applausi della platea, interessata a conoscere le opportunità che si aprono sull'altra sponda del Mediterraneo. Le imprese italiane che vorranno investire ed operare in Libia per lo sviluppo del Paese potranno, infatti, insediarsi in una «zona franca» che godrà di un trattamento economico e fiscale «speciale», dall'esenzione per 5 anni delle tasse sul reddito ai prezzi scontati di elettricità e gas. «Ci hanno assicurato uno stanziamento di 11,8 miliardi per attrarre investimenti esteri privati, anche con la creazione di joint venture. Contiamo che una buona parte sarà destinata alle imprese italiane» ha spiegato Marcegaglia.

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