Politica

«Noi, strilloni dell'Unità sottopagati»

Compagnie compagne, italiani e immigrati, tutti uguali sotto le bandiere rosse. Uno strillone «nostrano» di una testata come l'Unità, ha una maggiore percentuale sul venduto rispetto a un ragazzo straniero. Circo Massimo, ieri, la manifestazione della Cgil sta giungendo al culmine. Fra via di San Gregorio e via dei Cerchi scoppia la guerra dei giornali. Gli strilloni si concentrano per piazzare i fogli, l'Unità, il Manifesto, Terra, Liberazione, L'Altro e tanti ancora. Quanto vengono pagati questi giovani? «Non so quanto guadagno» dice candidamente un ragazzo bengalese. Sta lì sotto al sole, fatica come un cane e non sa quanto gli daranno? «Mi ha chiamato come altre volte il grande capo, quello ci dice dove andare a vendere – spiega il ragazzo – Chiama ogni giorno, ieri ho venduto per strada il Messaggero e con questo prendo 40 centesimi ogni copia che vendo. Oggi non so». La necessità di guadagnare spinge ad accettare incarichi anche senza avere idea della paga. Bisogna verificare. «Quanto mi danno? Sono 20 centesimi ad euro, quindi a ogni copia venduta – racconta invece un ragazzo italiano di 22 anni – Per fare questa cosa sono stato convocato da amici». Urge confrontare chiedendo ad altri immigrati. Sono quasi tutti pakistani, del Bangladesh e aree limitrofe. Questa la risposta tipo di tre stranieri che, almeno loro, conoscono quanto saranno pagati: «Mi danno il 15 per cento: sono 15 centesimi ogni copia». Lo stesso lavoro, fatto da un immigrato, vale un quarto in meno del compenso per un italiano. Serve un'altra verifica. Una ragazza italiana, giovanissima, dolce, quasi timida: «Per ogni copia avrò il 20 per cento, 20 centesimi per ogni euro». Che sfruttatori!

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.