E' tutta in salita la strada per approvare con un decreto legge il piano casa. Dalla Conferenza delle Regioni è infatti emerso il "no" dei governatori a procedere attraverso un Dl. Le Regioni, a pochi minuti dall'inizio della Conferenza unificata, si dicono comunque disponibili a lavorare ad un accordo più ampio che porti alla semplificazione della normativa e degli investimenti edilizi. «Ieri ho detto a Berlusconi che molte Regioni, come la Lombardia, hanno già un piano casa e quindi è meglio trovare un accordo con le Regioni per evitare scontri e Berlusconi ha aperto». Così il ministro delle Riforme Umberto Bossi ribadisce che serve un'intesa con gli enti locali prima di varare il piano casa. Bossi, conversando con i giornalisti in Transatlantico, spiega di non sapere se il piano casa andrà al prossimo consiglio dei ministri e se sarà un decreto legge o un disegno di legge. «È un'idea positiva ora dobbiamo trovare un modo per realizzarla». Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, entrando a Palazzo Chigi dove si terrà a breve una riunione tra i governatori delle Regioni italiane e rappresentanti di Province e Comuni con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Anche sugli ammortizzatori sociali partivamo da posizioni lontane ma troveremo una soluzione» ha detto Formigoni riferendosi alla necessità di un accordo tra Governo e Regioni su una materia concorrente quale quella del piano casa. Secondo il governatore della Lombardia «il piano prevede l'abbattimento dei vecchi edifici obsoleti e fatiscenti che saranno sostituito con criteri di bioedilizia». Formigoni ha ribadito la sua proposta di un decreto legge a tempo: «60-90 giorni dopo l'emanazione del dl se vi sono i criteri di necessità e urgenza». «Siamo pronti a discutere di tutto, purché non si utilizzi il decreto perché potrebbe creare dei vuoti normativi, in attesa che le Regioni poi assumano altri provvedimenti». Lo ha detto il presidente della Regione, Piero Marrazzo, lasciando la conferenza della Regioni sul Piano casa ancora in corso. «Da quasi tutti gli interventi sta emergendo una netta presa di posizione contro il decreto che disarticolerebbe il rapporto tra lo Stato e le Regioni - ha proseguito Marrazzo - però non vogliamo arrivare ad una chiusura sui temi che hanno spinto il presidente Berlusconi a porre la questione, cioè la semplificazione e la modernizzazione». Marrazzo ha poi sottolineato che «se si toglie dal tavolo il tema del decreto si potrebbe arrivare magari a concordare un accordo tra il Governo e le Regioni». Marrazzo ha infine precisato: «Noi abbiamo parlato in questo momento senza conoscere il nuovo testo, ma soltanto su ciò che è apparso sui giornali».
Dalle Regioni no al decreto
