Alla direzione del 19 dicembre il segretario avanzerà una «proposta forte di innovazione, una Lingotto 2» con cui affrontare i mesi fino alle europee di giugno; dal dibattito si verificherà se c'è il consenso necessario o se si dovrà ricorrere ad un congresso anticipato, che però ad oggi tutti vogliono riconfermato all'autunno 2009. Al termine del coordinamento, di cui non fa parte Massimo D'Alema, tutti si sono dichiarati soddisfatti. Rosy Bindi ha chiesto al segretario «un lavoro più collegiale, anche sulle scelte quotidiane». Pierluigi Bersani ha esortato ad ampliare le occasioni di confronto, e a non nascondersi i problemi che esistono. Goffredo Bettini ha chiesto che i dalemiani esplicitino il loro dissenso: «A un dibattito opaco e melmoso preferisco la chiarezza di un congresso». La maggioranza dei presenti però si è detta contraria ad anticipare il congresso, a meno che emerga un dissenso a Veltroni sulla sua linea politica. Cosa che peraltro nessuno afferma che esista. Tirando le conclusioni, Veltroni ha incentrato il suo discorso su due idee guida: innovazione e coesione. Rispetto a quando è nato il partito lo scenario politico è completamente cambiato. La crisi finanziaria ha messo sotto gli occhi di tutti che l'ideologia iper-liberista è stata un inganno ed ha prodotto macerie; la vittoria di Barack Obama ha sancito questa sconfitta innanzi tutto culturale oltre che politica; e ora anche l'opinione pubblica europea e italiana sta maturando la bocciatura del pensiero della destra. Se a questo, ha insistito Veltroni, aggiungiamo l'incapacità del governo a rispondere ai problemi del Paese, e le divisioni che cominciano ad emergere nella destra, appare evidente che il paesaggio è completamente cambiato. Alla direzione del 19 dicembre, dunque, Veltroni presenterà una proposta «forte e innovativa», una «sorta di Lingotto 2», secondo l'espressione di Bettini. Se il segretario avrà il consenso, ha sintetizzato il portavoce del Pd Andrea Orlando, «la navigazione procederà tranquilla fino alle europee» di giugno; altrimenti, si andrà al congresso. Il grande assente, D'Alema, tornerà in Italia venerdì dal Centro America. All'ultima direzione nè lui nè gli esponenti a lui vicini intervennero. Occorrerà quindi vedere se ci sarà un dibattito vero. Intanto, Arturo Parisi solleva un altro problema, dopo l'annuncio che lunedì Veltroni parteciperà a Madrid alla riunione del Pse che approverà il Manifesto elettorale per le europee 2009: «Non si capisce come il segretario possa annunciare la sua partecipazione al Consiglio del Pse senza che nessun organo abbia democraticamente deliberato al riguardo».
Veltroni lancia la "fase due"

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