Politica

«Basta con il pessimismo guardiamo a ciò che va bene»

Le divisioni e le tensioni non fanno bene». Federica Guidi, presidente dei giovani industriali della Confindustria, è convinta che lasciarsi andare al pessimismo non aiuti. Il mix quindi è misure ad hoc e fiducia? «Proprio così. In questo momento, ha ragione il ministro Tremonti, esiste una crisi di fiducia e questo può avere un impatto superiore alla crisi finanziaria vera e propria. È fondamentale rimettere in circolo una dose di ottimismo. Il che significa concentrarsi su quanto di positivo c'è in questo momento». Non è quindi tutto buio? «Ci sono elementi positivi. Basta pensare al parziale rafforzamento del dollaro che giova alla competitività dei prodotti verso l'export, al calo del prezzo del petrolio e delle materie prime. Certo non dobbiamo nasconderci che il momento è difficile, il 2009 sarà un anno complicato e nessuno può dire il contrario. Dobbiamo tenere presente anche che il tessuto industriale italiano è tendenzialmente solido e sano. Gli imprenditori hanno sempre continuato a investire facendo della produzione reale la loro missione. Certo è importante che non venga meno il supporto delle banche alle imprese e che tutto il sistema Italia sia pronto a intercettare la ripresa, quando ci sarà». Tremonti ha fatto appello all'unità perchè, dice, fare un insieme dà un risultato superiore alla somma degli sforzi individuali. È così? «Per fronteggiare una crisi di proporzioni sconosciute con effetti non ancora palesi, è evidente che tutte le componenti, le parti sociali, civili e la politica facciano fronte comune ognuno con il proprio ruolo e responsabilità. L'augurio è che si tenda a dare la prevalenza agli elementi che uniscono piuttosto che a quelli che dividono». Questo vale anche per il fronte sindacale? «Mi auguro una condivisione degli obiettivi. In questo momento uno sciopero o una manifestazione di protesta, anche se va rispettata, non fa bene. Ognuno è libero di decidere quello che è meglio fare ma è auspicabile la condivisione di un obiettivo comune. Ulteriori frizioni non sono la cosa ottimale, vanno evitati». Condivisione di obiettivi anche nella politica? «Ci deve essere il rispetto dei ruoli, il governo deve fare la sua parte come pure l'opposizione. Ma le divisioni andrebbero evitate a tutti i costi. Dovrebbe prevale la mediazione sul conflitto». Quale è la priorità per il sistema imprenditoriale? «Confindustria ha indicato la strada da seguire. Soprattutto va evitato il credit crunch. Oggi è prioritario che il sistema bancario non faccia mancare la liquidità alle imprese».

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