Il premier, ieri a Napoli per la firma dell'accordo per la gestione del termovalorizzatore di Acerra, ha spiegato che «non c'è soltanto la situazione in Campania, ma altre regioni come il Lazio e la Calabria sono arrivate a limiti tali da richiedere interventi per la realizzazione di nuovi impianti». Un annuncio di particolare importanza, vista la situazione dei rifiuti nel Lazio: la storica discarica di Malagrotta è ormai quasi arrivata alla saturazione e il gassificatore costruito nella stessa zona è ancora sotto sequestro da parte della magistratura. Per questo il termovalorizzatore di Acerra ha una particolare importanza anche per la strategia futura del governo. «Con questo atto — ha spiegato il premier — noi abbiamo davvero dato il via alla normalizzazione di un servizio che è importante per la Campania e per tutta l'Italia. Questo è il primo atto, un pilastro su cui costruire la raccolta e lo smaltimento industriale dei rifiuti per Napoli e la Campania. Questo è il primo di 5 termovalorizzatori, il primo stadio entrerà in funzione già a gennaio». Berlusconi poi si è rallegrato del fatto che la società che ha avuto in gestione l'impianto sia un'azienda italiana (la A2A). «È una società — ha sottolineato — che ha un grande know-how, che è quotata in borsa, ed è una società su cui puntiamo molto per la realizzazione di altri impianti». E da Napoli potrebbero essere estesi anche ad altre città i provvedimenti per l'emergenza rifiuti. Come ad esempio quello che prevede l'arresto per chi viene sorpreso a gettare per strada l'immondizia. «Ci sono state le prime quattro condanne e credo che questi arresti e queste condanne possano essere da esempio — ha detto Berlusconi — Sono norme estendibili nelle zone in cui si ritenesse esserci una emergenza rifiuti». Il premier ha poi negato di aver detto che il provvedimento corra il rischio di essere incostituzionale. «Riteniamo solo — ha detto — che i cittadini della Campania potrebbero risentirsi se pensassero che questo trattamento fosse riservato soltanto alla loro Regione, ma ricordo che già nel decreto c'è la norme per cui, ove ci fosse un'emergenza rifiuti in altre Regioni, queste norme potrebbero estendersi anche a queste zone». Ma alla Campania il presidente del Consiglio ha riservato un ultimo «avvertimento»: la sanità campana sarà commissariata se gli impegni di riduzione di spesa assunti non saranno rispettati. A Napoli ieri Berlusconi ha pranzato con il cardinale Crescenzio Sepe. Gli argomenti al centro dell'incontro sono stati i giovani, il lavoro e la loro formazione «È stata una cosa molto piacevole — ha detto il presidente del Consiglio — Ringrazio il cardinale Sepe per l'ospitalità, per la simpatia e per l'affetto che ci ha mostrato insieme ai suoi collaboratori». «È stato un colloquio amichevole — ha aggiunto il cardinale — lui ha mangiato molto meno, io un po' di più. Abbiamo parlato di cose napoletane e anche di qualche cosa di interesse comune, su cosa può fare la Chiesa per quella che è la sua competenza nel collaborare per una ripresa soprattutto per il problema dei giovani che è fondamentale soprattutto per Napoli. Ho visto, da parte del presidente tanta apertura». E a conclusione del pranzo, il cardinale Sepe ha impartito a Berlusconi, così come raccontato da lui stesso, la sua caratteristica benedizione: «A Madonna t'accumpagna».
Rifiuti, è emergenza anche nel Lazio
