Politica

Alitalia, il Governo torna in campo

I vertici di Compagnia aerea italiana e i leader di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, delle associazioni dei piloti Anpac e Up, degli assistenti di volo Avia e Anpav e dell'Sdl sono stati, infatti, convocati oggi a mezzogiorno dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta per la firma dei contratti e dei criteri di selezione del personale che sarà assunto nella Nuova Alitalia. Il grande mediatore, che già era riuscito a mettere d'accordo le parti poco più di mese fa, ha aspettato che fosse trascorsa tutta la giornata di ieri prima intervenire con decisione. Troppo rischioso lasciare la situazione ancora in stallo. Oggi Letta farà pesare l'accordo politico firmato nelle sue stanze da tutti i rappresentanti sindacali e dai vertici Cai per ricomporre le spaccature della notte tra giovedì e venerdì. Poi, secondo una naturale scaletta, nel pomeriggio di oggi, alle 15, il cda di Cai si riunirà per varare l'offerta vincolante da presentare entro la scadenza di mezzanotte al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi. La telenovela Alitalia dunque dovrebbe essere arrivata all'ultima puntata. E che i tempi per ricucire fossero veramente stretti era la sensazione che si leggeva nelle parole di Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa-SanPaolo: «Niente è finito ma domani (oggi ndr)è il 31» ha detto ieri interpellato dai giornalisti sulla possibilità che l'operazione per la nuova Alitalia fosse saltata dopo la rottura fra Cai e sindacati. Uscendo dalla sede romana di Intesa-SanPaolo dove si era riunito con il presidente e l'amministratore di Cai, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, in vista del cda di Cai che si tiene oggi, Passera rispetto alla presentazione dell'offerta vincolante ha risposto «sapete cosa ha deciso l'assemblea» e cioè che il cda di Cai, vari la presentazione dell'offerta vincolante. Alla condizione, però, che ci sia l'accordo con i sindacati. Proprio quella che è venuta a mancare nella notte di mercoledì quando la trattativa è stata interrotta dalla cordata di imprenditori sul nodo della stesura dei contratti e dei criteri d'assunzione del personale della nuova Alitalia. Muro contro muro, insomma che oggi sarà sicuramente superato di fronte al pressing di Gianni Letta. Al centro della contesa e dell'ultimo blocco c'era il contratto collettivo di lavoro e i criteri di assunzione della nuova compagnia. Secondo i sindacati, il contratto è costituito «dagli accordi intervenuti tra le parti sociali, governo ed amministratore straordinario e, come concordato, per le parti non definite, dal contratto collettivo aziendale vigente nella compagnia AirOne». Mentre i vertici Cai avrebbero loro sottoposto un documento che fa propri soltanto alcuni punti di quegli accordi, e senza possibilità di negoziarlo. A rompere il silenzio di Colaninno e Sabelli ieri ci ha pensato il presidente di Autostrade, Gian Maria Gros-Petro: «Il motivo per cui la mia società ha deciso di investire in Alitalia è perché pensa che questo possa contribuire alla crescita del paese e quindi anche al giro d'affari di Atlantia e Autostrade per l'Italia ma - ha sottolineato - se Alitalia non funziona questo non succede e allora non ha senso che noi investiamo». Più laconico, ma dello stesso tenore, un altro socio, Salvatore Ligresti: «Non c'è nulla di facile in questo Paese», ha osservato.

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