Politica

Borse Ue ancora su

Le mosse anticrisi messe in piedi dai governi continuano, comunque, a dare lo spunto ai listini. Dopo i 481 miliardi di capitalizzazione guadagnati in Europa lunedì scorso ieri le piazze del Vecchio Continente hanno agguantato ulteriori 160 miliardi. La spinta è arrivata dal boom della borsa di Tokyo che, dopo aver aperto le contrattazioni guadagnando l'1,59%, ha chiuso con un balzo del Nikkei a +14,15%, archiviando l'incremento maggiore della sua storia. A dare gas ai mercati, in mattinata, ci hanno pensato due mosse provenienti dal Sol Levante, che poi sono state le artefici del rialzo senza precedenti. Da una parte l'annuncio del governo giapponese di misure destinate a stabilizzare il mercato finanziario, includendo un alleggerimento delle restrizioni sulle società che vogliano ricomprare le loro azioni. Dall'altra l'immissione sul mercato da parte della banca centrale giapponese di 1.000 miliardi di yen (7,5 miliardi di euro). Il rally del Nikkei ha poi finito per contagiare, in parte, anche gli altri listini dell'estremo Oriente con Osaka che ha chiuso a +11,97%, Seul a +6,14% Hong Kong a +3,19%. In controtendenza invece Shanghai (-2,71%). Lo sprint di Tokyo ha dato poi una buona intonazione ai listini del Vecchio Continente con aperture comprese tra il +4% e il +6,5%. I mercati europei hanno continuato la loro corsa con l'apertura di Wall Street, per poi ripiegare nel finale di seduta segnando, comunque, rialzi tra il 2% e il 5%. L'indice paneuropeo Dj Stoxx 600 ha così chiuso con guadagni intorno ai 3 punti percentuali. A pesare sui listini il cambio di direzione della borsa di New York, molto volatile. Intanto ieri è stata anche la giornata della riflessione europea sulle misure anticrisi prese dai governi Ue. Per la prima volta la Commissione guidata da Josè Manuel Barroso è uscita allo scoperto sulla possibilità che le uscite finanziarie per garantire le banche potessero dare un colpo mortale ai parametri di Maastricht. «Andare sopra il 3% si può, anche se di poco» ha detto Barroso. Bruxelles insomma per la prima volta ha affermato esplicitamente che i parametri del Patto Ue di stabilità e di crescita si potranno sforare, a partire da quello sul rapporto deficit-Pil. L'esecutivo europeo - alla vigilia del vertice dei 27 leader dell'Ue che di tiene oggi - ha aperto anche alla possibilità di un regolatore unico europeo sul fronte della vigilanza dei mercati. Anche se, ha affermato il presidente Josè Manuel Barroso, «le resistenze sono molto forti». Intanto - secondo la proposta che il commissario Ue al mercato interno, Charlie McCreevy, presenterà oggi ai suoi colleghi - la soglia minima per la garanzia dei depositi bancari sarà portata subito dagli attuali 20.000 ad almeno 50.00 euro, come indicato dall'Ecofin; e, dopo un anno, ad almeno 100.000 euro (in Italia è già di 103.000 euro).

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.