Ho l'impressione che in questo momento l'animo di Silvio Berlusconi sia sereno e tranquillo. Lo si intravede anche dalla calma sicurezza delle sue dichiarazioni, dalla sobrietà delle sue apparizioni pubbliche, dalla fiducia che sa ispirare al Paese. Per oltre quattordici anni, il leader di Forza Italia e oggi del Partito della Libertà ha dovuto combattere: ha dovuto resistere, subire una persecuzione giudiziaria che la storia rivelerà pienamente nella sua violenza arbitraria e anticostituzionale, infondere speranza alla maggioranza silenziosa del Paese, guidare l'opposizione, assumere più volte la responsabilità di governare. Ora improvvisamente la tempesta che ha turbato incessantemente la vita politica italiana nel corso di questi ultimi quattordici anni, sembra essersi quietata. Il mare ora è apparentemente calmo, anche se la navigazione della nave Italia in questo mare deve ancora affrontare scogli pericolosi e imprevedibili. Berlusconi sembra ottenere un successo dopo l'altro. Non solo in politica interna, ma anche sulla scena internazionale. Nessun leader politico ha avuto la forza e la ventura di tornare al potere per la terza volta in un arco di tempo così esteso. Un autorevole commentatore ha indicato quello che stiamo vivendo come il periodo politico più lungo della storia italiana caratterizzato dalla personalità e dalla presenza politica di Berlusconi. Di contro, la sinistra è all'apice di una crisi che sembra aggravarsi sempre di più. La crisi della sinistra italiana, infatti, come ripeto da anni inascoltato, non deriva da ragioni politiche - che sarebbero superabili abbastanza facilmente - ma da ragioni culturali profonde, per affrontare le quali servirebbero atti coraggiosi e lungimiranti, che nessuno però fra i leader della sinistra è in grado di compiere. In Francia mettono in scena un'opera teatrale dedicata al silenzio dei comunisti italiani sul loro passato, mentre in Italia gli ex comunisti continuano a rivendicare l'orgoglio del loro passato e una supposta superiorità morale. Ma anche nella politica sembra valere il principio del contrappasso. Dopo anni di scontri, di contrapposizioni, di battaglie su questioni come la giustizia, il conflitto di interessi, questi stessi problemi si pongono ora in una luce nuova, come se gli inganni e le menzogne diffuse in tanti anni si rivelassero improvvisamente per ciò che erano, e viceversa le ragioni di Berlusconi, si imponessero nel loro valore intrinseco di verità. Per tutte queste ragioni, Berlusconi si trova in uno stato di grazia, sostenuto oltretutto da una squadra di governo competente ed entusiasta, da lui scelta personalmente mettendo la persona giusta al posto giusto. Che cosa augurargli, allora? Innanzitutto, di poter continuare a lavorare - perché il lavoro è la dura vocazione della sua vita, come una volta mi ha confessato - con la serenità e la pace che vediamo nei suoi atti. Infine di trovare anche un po' di tempo per sé, per la sua famiglia, e per i suoi nipoti. Il calore del loro amore gli riscalderà il cuore. Auguri, Dottore Presidente.
Domani il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ...
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