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Avanti tutta

Inoltre, nonostante le critiche dell'opposizione, ha appena incassato la fiducia sul decreto sicurezza. Insomma, l'azione dell'esecutivo procede e gli italiani, almeno per ora, approvano. Forse per questo Berlusconi identifica già il prossimo obiettivo: una grande riforma della giustizia. Il Paese, spiega ai presenti, «ne ha bisogno». Non si tratta, come sostiene qualcuno, di una vicenda personale. Anche perché il Cavaliere si dice «sereno» e «tranquillo» riguardo ai processi e alle inchieste che lo vedono coinvolto. Anzi, scherza: «Quando sarà passato tutto questo, vorrò organizzare un incontro con tutti voi per raccontarvi tutti i miei processi». Nel frattempo si va avanti anche perché, secondo alcune rilevazioni in possesso del premier, solo il 6% degli elettori del Pdl avrebbe ancora fiducia nella magistratura. Sullo sfondo resta il giudizio positivo per questi primi mesi di legislatura. «Il centrodestra - sottolinea il Cavaliere - sta dando vita a una grande forza politica mentre dall'altra parte sono divisi e stanno pagando l'alleanza giustizialista con Di Pietro». Per questo, se è possibile dialogare, bene. Altrimenti il Pdl andrà avanti da solo anche perché, sottolinea, ad oggi i Democratici non meritano «il dialogo» visto che «non sono in grado di darlo». Ed è forse pensando alla necessità di andare avanti da soli che il pensiero del premier vola al prossimo appuntamento già in agenda: quello con il decreto collegato alla Manovra che, in settimana, riceverà il via libera a Montecitorio. E nel merito Berlusconi garantisce che non ci saranno tagli per le Forze dell'ordine. Passato lo scoglio, venerdì, si torna a Napoli per il Consiglio dei ministri ed è lì che il Cavaliere ha tutta l'intenzione di annunciare che il problema rifiuti è risolto. A questo punto ci si potrà proiettare al dopo-vacanze. A settembre, annuncia il premier, «nominerò nuovi sottosegretari e viceministri». E sempre per allora, con tutta probabilità, saranno pronte le nuove norme sulle intercettazioni. Berlusconi esprime «solidarietà» ai ministri coinvolti nel «gossip» di queste ultime settimane e definisce la pubblicazione delle telefonate una «barbarie», qualcosa che «non appartiene ad un Paese civile». Per questo chiede ai parlamentari di ricordarsi, nel momento in cui sarà esaminato il disegno di legge sulle intercettazioni, la promessa fatta in campagna elettorale: «Bisogna mantenere la parola data agli elettori». L'ultimo pensiero è per la manifestazione di piazza Navona: «Cabaret? No, è stata una manifestazione violenta».

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