Politica

Basta con il «prodismo»

Il lascito testamentario è costituito da due esperienze di governo e da un'alleanza che è diventata un partito. Con Prodi il centrosinistra ha vinto due volte e per due volte ha capottato in parcheggio. Con Prodi è riuscito ad unirsi per due volte e con Prodi si è diviso drammaticamente per due volte. Con Prodi ha fondato l'Ulivo e l'Unione che hanno dialogato con la sinistra radicale e con Prodi ha fondato il Pd che ha contribuito ad espellerla dal Parlamento. Un'eredità complessa, come si vede. Un «ma anche» elevato a condizione di vita. Veltroni in campagna elettorale ha cercato di far dimenticare Prodi e il suo Governo. Missione impossibile. La verità è che le forze politiche non possono fare svolte, devono fare revisioni. Accadrà anche alla Destra quando il ciclo di Berlusconi si esaurirà. Il centro-sinistra dopo aver metabolizzato la fine del comunismo, la fine del socialismo, la fine del cattolicesimo democratico deve elaborare il lutto della fine del prodismo. Ma allora cosa è il prodismo? Il prodismo è un'economia guidata dall'intervento pubblico, una fiscalità severa per ridistribuire, un'idea della Destra come pericolo per la democrazia, una cultura manageriale della politica. Cosa centra la sinistra con tutto questo? Molto. Il prodismo è la sinistra che fa perno sullo stato, sulla fiscalità, sulla demonizzazione dell'avversario. Vince quando la destra litiga, perde quando la destra si unisce. La scommessa è trovare un altro schema di gioco che non punti tutte le sue carte solo sugli autogol dell'avversario. Veltroni ha avuto alcune grandi intuizioni, quella più importante è l'idea di una sinistra riformista che non vuole pagare alcun prezzo all'alleanza con la sinistra radicale. Su quest'idea Veltroni può costruire il «day after» del prodismo. Il partito di Veltroni deve assomigliare ai grandi partiti democratici o socialisti occidentali, partiti moderati e riformisti che sanno dialogare con alcune aree della sinistra ma che, soprattutto, sanno interpretare i bisogni di fondo delle nuove società: sviluppo, sicurezza, convivenza. Per questa sfida Veltroni ha le carte in regola, ma attorno a Veltroni c'è ancora troppo radicalismo vecchio tipo e troppa burocrazia di partito. Tocca a lui decidere se vuole essere davvero l'erede di Prodi. Un erede che mette il Professore nell'album di famiglia che si mostra solo agli ospiti per ricordare i tempi che non verranno più.

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