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Dalla Puglia con furore. Elvira arriva a Montecitorio

Elvira Savino

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 Berlusconi si è innamorato di lei perché corrisponde al suo ideale di volto nuovo femminile: una laurea con 110 e lode in economia e commercio, giovane, spigliata e «carina» quel che occorre per far breccia nella sua simpatia. Così Elvira Savino, 30 anni, pugliese di Conversano, un piccolo paese in provincia di Bari che come volti illustri vanta gli studi liceali (classici) di Luciano Violante, è diventata nel giro di pochi minuti la candidata di punta alla Camera in Puglia. Perché pare che tanto ci abbia messo il Cavaliere a decidere che lei era la predestinata per uno dei collegi più forti di Forza Italia nel sud. Il «colpo di fulmine» — per una che i maligni sibilano abbia più dimestichezza con le feste che con la politica — è avvenuto pochi giorni prima della chiusura delle liste, quando il leader di Forza Italia stava cercando un volto giovane per la Puglia. La sua idea era quella di presentare Barbara Matera, presentatrice Rai e con alle spalle piccole parti in alcune produzioni televisive, ma il partito in Puglia ha fatto capire che non avrebbe gradito una «imposizione» di questo tipo, completamente slegata dal territorio. Così, a pochi giorni dalla chiusura delle liste, Berlusconi si è ricordato di quella giovane ragazza che aveva già notato, forse ad un seminario, forse ad una festa. La sua segreteria si è messa in contatto con lei, le ha chiesto il curriculum, ha verificato che c'erano tutte le condizioni poste dal Cavaliere per le candidature e Elvira Savino da Conversano si è vista consegnare le chiavi di un seggio in Parlamento. Raccontano che Raffaele Fitto, coordinatore regionale di Forza Italia in Puglia, non abbia potuto opporre molte resistenze quando gli è stato presentato quel nome, visto che la giovane promessa era financo della sua terra. E in più aveva anche titoli accademici tali da zittire qualsiasi resistenza. Alla fine però le amarezze di Raffaele Fitto, spifferano ancora le voci di dentro di Forza Italia, si sono placate quando, un paio di giorni fa ha incontrato la candidata a Roma: dopo una prima iniziale diffidenza pare sia stato convinto dalla spigliatezza della fanciulla. La quale, per niente intimorita dall'idea di saltare dalla redazione di un mensile all'aula del Parlamento, dicono abbia già in mente in che modo rendersi utile all'Italia una volta eletta: dedicarsi ai temi dell'ambiente. In realtà una specie di segno del destino visto che per 5 anni è stata legata a un imprenditore pugliese che si occupava del trattamento dei rifiuti speciali. E dalla Puglia in questi giorni le è arrivato anche un invito che l'ha lasciata sbalordita: un industriale di Taranto, inserzionista di «Formiche» l'ha invitata a visitare la sua azienda quando ha saputo che era stata candidata in quel collegio. Spiegando che insieme a lei sarebbe andato anche Massimo D'Alema. La fanciulla, che tra i titoli vanta anche un master in comunicazione d'impresa — motivo che l'ha spinta a lasciare la natia Puglia per la Capitale —, non si è comunque scomposta più di tanto. Anche perché chi la conosce racconta che difficilmente si arrende davanti agli impegni presi. Fin da quando, arrivata a Roma, si è data da fare per lavorare nel mondo della comunicazione. Al fianco dell'amico di famiglia Paolo Messa è approdata quasi subito all'ufficio stampa dell'Udc. Una collocazione che forse ha dato maggiore slancio all'idea di Berlusconi di candidarla: la sottile soddisfazione di averla comunque «strappata» a un suo nemico. Anche se per l'Udc Elvira Savino non ha lavorato moltissimo: da lì, infatti, si è spostata, con Messa, seguendo il filone degli ex democristiani, al mensile di Paolo Messa «Formiche». Nel quale ha iniziato a occuparsi dell'organizzazione di convegni e seminari. Frequentati dagli stati maggiori di tutti i partiti dell'arco costituzionale, Forza Italia compresa. E lì Silvio Berlusconi dicono abbia notato per la prima volta la giovane collaboratrice, brava a organizzare gli incontri e bella quel che serve a spiccare su decine di altri volti anonimi. Come capita anche ai camerieri del bar Ciampini a piazza San Lorenzo in Lucina, zona centralissima e frequentata da politici e fighetti della Roma bene, che quasi ogni giorno la vedono scendere a prendere il caffè (abita a due passi da lì) e a leggere il giornale. Occhiali scuri e piglio deciso, la bella Elvira legge, raccontano, a testa bassa e senza guardare nessuno. Perché nonostante abbia fatto breccia nel Cavaliere, di politica è tutto sommato a digiuno. Ma c'è da giurare che imparerà in fretta.

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