[...] organizzato dalla Pontificia accademia della vita, ribadisce la «ferma e costante condanna etica di ogni forma di eutanasia diretta, secondo il plurisecolare insegnamento della Chiesa». La voce del Papa torna a farsi sentire sui temi cosiddetti «eticamente sensibili», e in questi giorni di tesa polemica la sua riaffermazione dei principi della Chiesa suona come una ammonizione a tutta la società nelle sue varie componenti e non solo alla comunità dei fedeli. «La società intera - afferma Benedetto - e in particolare i settori legati alla scienza medica sono tenuti ad esprimere la solidarietà dell'amore, la salvaguardia e il rispetto della vita umana in ogni momento del suo sviluppo terreno, soprattutto quando essa patisce una condizione di malattia o è nella sua fase terminale». Di nuovo una difesa a tutto campo della esistenza umana, dunque, e una esortazione a rifuggire da quelle concezioni che esprimono una visione della vita legata all'utile e all'interesse immediato nel disprezzo dei valori irrinunciabili. Le pressanti «spinte eutanasiche» secondo il Papa hanno infatti una origine ben precisa: esse sono «dettate da una visione utilitaristica nei confronti della persona». E perciò «in una società complessa, fortemente influenzata dalle dinamiche della produttività e dalle esigenze dell'economia le persone fragili e le famiglie più povere rischiano, nei momenti di difficoltà economica e di malattia, di essere travolte». Per scongiurare questo pericolo, e per evitare che siamo ancora una volta i più indifesi a pagare, secondo Benedetto XVI, «si richiede in modo speciale il concorso di tutte le forze vive e responsabili della società per quelle istituzioni di assistenza specifica che assorbono personale numeroso e specializzato e attrezzature di particolare costo». Affinché sia assicurato «ad ogni persona che ne avesse bisogno il sostegno necessario attraverso terapie e interventi medici adeguati, individuati e gestiti secondo i criteri della proporzionalità medica, sempre tenendo conto del dovere morale di somministrare e di accogliere quei mezzi di preservazione della vita che nella situazione concreta risultino ordinari». Il Pontefice richiama infine la figura di Madre Teresa di Calcutta, indicandola come modello di difesa della vita anche e soprattutto nelle condizioni più difficili. «Madre Teresa - ricorda - aveva una particolare premura di raccogliere i poveri e i derelitti perché, almeno nel momento della morte, potessero sperimentare, nell'abbraccio delle sorelle e dei fratelli, il calore del Padre». Molti i commenti politici alle parole del Santo Padre. «Sull'eutanasia sono assolutamente d'accordo col Papa - dice Pier Ferdinando Casini -. Si prefigurerebbe infatti una selezione delle persone sulla base del censo. Se infatti l'eutanasia fosse una scelta ammessa nel Paese, chi ne sarebbe oggetto e soggetto? La persona con ampie facoltà economiche, la quale può essere mantenuta in qualche clinica o con costosi macchinari in casa, o i poveri reietti?». Di parere opposto il ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero, che ha spiegato: «Il diritto di una persona di metter fine alla proprio dolore non può essere cancellato. In tutta franchezza, quindi, anche se ammantato di un linguaggio caritatevole e solidale, il voler negare all'ammalato di porre fine alle sue sofferenze mi pare un incomprensibile atto di violenza».
Benedetto XVI ribadisce il suo "no" all'eutanasia
