[...]il Popolo della Libertà e non capisco la levata di scudi da parte degli alleati». Berlusconi approfitta della presentazione del libro di Bruno Vespa «L'amore e il potere» per lanciare messaggi a Udc e An. In serata arriva la risposta di Fini che da Ballarò dice: « «Prima di andare in ordine sparso e dire sì o no alla legge Bianco, che per me è un topolino partorito dalla montagna rispetto al quale è molto meglio il referendum, facciamo nella Cdl un ultimo tentativo per dimostrare che, al di là delle polemiche, abbiamo ancora una unità strategica e proviamo a valutare insieme la proposta?» Insomma Fini si dice disponibile a un incontro con gli altri leader del centrodestra. Un passo in avanti subito apprezzato dal portavoce di Berlusconi, Bonaiuti: «Noi siamo disposti a discutere assieme alle altre forze del centrodestra la proposta Bianco». A stretto giro arriva il commento del leader di An: «Bene, è un primo passo. Adesso vediamo se si potrà trovare una posizione unitaria, altrimenti ognuno andrà per la sua strada e io la legge Bianco la contrasterò». Riaperto il dialogo con Fini resta a questo punto il problema di Casini. Berlusconi ha sottolineato che il leader centrista ha «altri progetti e cioè quello di fondare una terza forza politica al centro invitando anche personalità che non appartengono al mondo politico». Poi l'ex premier ironizza sulla Cosa Bianca. «Ai miei collaboratori ho detto: a sinistra c'è la Cosa rossa al centro la Cosa bianca che andrà in bianco e noi facciamo...la cosa giusta». Insiste nel ricordare che gli elettori di centrodestra vogliono uno schieramento unito e sottolinea che nel «novembre 2005 a Palazzo Wedeckind i leader della Cdl hanno sottoscritto un documento per il partito unico. Se ci unissimo - ha rilevato Berlusconi - daremmo vita ad una forza che otterrebbe ampiamente la maggioranza nel Paese». Poi una previsione: «il partito del Popolo delal Libertà alle prossime elezioni potrebbe arrivare al 32,2% contro il 26,2% del Pd di Veltroni». Indica per la riforma del sistema elettorale il modello tedesco con la dichiarazione preventiva delle alleanze, come una possibile «base di mediazione» con quelle forze che puntano a creare un terzo polo. Ribadisce che la legge elettorale attuale non è poi così male, «ha dato ottimi risultati alla Camera con una larga maggioranza e al Senato i meccanismi hanno comunque privilegiato il centrosinistra». Quanto al Vassallum proposto da Veltroni, «favorisce i grandi partiti e va contro l'eccessivo frazionamento, una cosa che penso vogliono tutti». Qualora non andasse in porto il confronto con il centrosinistra c'è il referendum. «È una spada di Damocle. Non porterebbe che a ciò che io propongo in modo democratico, solo che lo farebbe in modo coatto e violento». Berlusconi ha affrontato anche altri temi. Ha tirato la volata a Fini che «sarebbe il miglior successore a Veltroni come sindaco di Roma» e sempre sul leader di An si dice sicuro che non sosterrà «quella legge punitiva che è la riforma televisiva Gentiloni».
Berlusconi apre e Fini dà l'ok

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