[...] l'universitàdalla quale Silvio Berlusconi immagina possano uscire i futuri dirigenti politici di Forza Italia.Il Cavaliere ne ha parlato ieri sera durante il suo discorso al master di Publitalia a Milano. durante il quale ha attaccato il centrosinistra — «hanno cancellato in 5 minuti il lavoro che avevamo fatto in 5 anni per costruire il Ponte sullo stretto» — e i politici di professione: «Il loro mondo e quello degli imprenditori, abituati a fare, restano inconciliabili». L'Università «del pensiero liberale» sarà una scuola, ha spiegato Berlusconi, che dovrà contrastare l'egemonia della sinistra nella vita culturale del Paese. «Dopo aver tentato di prendere il potere con le armi — ha raccontato — la sinistra ha tirato fuori l'idea gramsciana di formare dei giovani e mandarli a difendere gli interessi della sinistra nella magistratura, nei giornali, nella vita pubblica italiana. Questo è quello che hanno fatto i comunisti. E lo stanno facendo egregiamente ancora oggi. Basta vedere le vicende di questi giorni». Così, da settembre del prossimo anno, partirà un master che vedrà come professori «politici internazionali del pensiero liberale», da Tony Blair a Bill Clinton. Ma ai giovani che ieri sera lo hanno ascoltato, insieme ai vertici di Publitalia, Berlusconi ha anche raccontato tutta la sua avversione verso i politici. Uno sfogo, dai toni duri: «Nelle relazioni commerciali il rispetto della parola data è fondamentale, in politica chi non la mantiene invece è invece considerato un professionista. La stessa cosa per l'amicizia: in politica non esiste. Neppure tra alleati». E dalle considerazioni generali il leader di Forza Italia è sceso ai problemi più concreti, difendendo la sua idea di una repubblica presidenziale, nella quale il presidente del consiglio abbia più poteri e sia eletto dal popolo. «Oggi il premier non conta nulla, non può chiedere a un suo ministro di non fare una conferenza stampa, di non raccontare quello che è successo in consiglio dei ministri, non lo può dimettere». Non è mancata una frecciata a Veltroni — «L'Unità ha titolato che con lui si apre una stagione nuova, per uno che sta in politica da 35 anni mi sembra un livello di comicità inarrivabile» — e, fra una battuta e un complimento alle ragazze presenti in platea, un aneddoto sulla moglie Veronica Lario: «Quando "Oggi" uscì con le foto delle ragazze sedute sulle mie ginocchia, io tornai a casa e trovai Veronica che mi aspettava piuttosto nervosa. Non sapevo che scusa prendere e ho detto che le ragazze erano cinque, ma che ne avevo corteggiate solo quattro. Veronica è andata in camera e ha preparato le valigie. Io gli ho chiesto se tornava da sua madre, lei mi ha risposto che le valigie erano le mie. A quel punto, da grande comunicatore, l'ho convinta». Pausa. Sorriso: «È rimasta lì, ahimè».
Berlusconi: «In politica non ho amici»
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