Politica

Estrema sinistra

E al Senato mancano due voti

Spiega il primo, senatore fuoriuscito da Rifondazione comunista: «Voterò no alla missione, così come ad ogni tentativo di rafforzare la presenza militare». «Posso però dire - prosegue - che se si è alleati con gli Stati Uniti non è che si può fare quello che si vuole. Vedo poi una destra scatenata che chiede maggiore partecipazione alla guerra». Più incerto Ferdinando Rossi, espulso invece dai Comunisti italiani, che comuque non voterà a favore del decreto: «Devo solo decidere se votare contro o uscire dall'Aula e non partecipare alla votazione per far abbassare il quorum». «Se c'è il voto del centrodestra posso votare finalmente contro - spiega Rossi - ma se la Cdl non vota» e si profila il rischio che «i nemici interni e esterni di Prodi possano utilizzare questo voto per una crisi di governo, allora esco dall'Aula». Prende invece le distanze dai due Claudio Grassi, anche lui di Rifondazione: «Voterò sì alla missione perché non voglio mettere in difficoltà il mio gruppo ed il governo. Ho espresso le mie critiche al decreto, ma anche se votassi contro i soldati non andrebbero via dal Paese, metterei solo in difficoltà il governo». Sulla stessa linea anche Franca Rame, senatrice di Italia dei Valori: «Voterò sì, anche se sono travagliata», perché «questo è quello che mi chiede la gente attraverso il sondaggio». La Rame spiega anche che Rame che resterà al suo posto: «Vorrei poter seguire la mia coscienza, ma ovunque mi invitano a combattere da dentro, a restare per lavorare per la pace». La maggioranza dunque può contare su 156 voti certi, l'opposizione ne ha altrettanti.

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