La Camera dei Deputati ha infatti deciso che passerà al vaglio le immagini degli scontri avvenuti tra i parlamentari l'altra sera. Ma in particolare l'ufficio di presidenza passerà al setaccio alcuni fotogrammi, e sono quelli che riguardano Teodoro Buontempo (An) e il suo saluto. Forse fascista. Ma che cosa è accaduto? Sono da poco trascorse le 22, Buontempo è anche segretario di presidenza e comincia a contestare la regolarità della seduta. Interviene un esponente dell'Ulivo, Erminio Angelo Quartiani, i due hanno un alterco ai banchi di presidenza. Dagli scranni della maggioranza si levano voci di protesta, urla contro Buontempo. Volano carte, è lo stesso deputato di An ad alterarsi. È bagarre. Le urla dall'ala sinistra dell'Aula si fanno sempre più forti, l'esponente della destra si gira verso i suoi contestatori e alza il braccio, lo tende. Un saluto di sfottò. Forse un saluto romano di sfida. Succede un putiferio. Il presidente di turno della Camera, Pier Luigi Castagnetti, sospende la seduta per cinque minuti. Ma lo stop non serve a calmare le acque, anzi. Alla ripresa è di nuovo scontro, i due schieramenti si scambiano accuse. La Cdl, con il vicecapogruppo di Forza Italia Antonio Leone, parla di aggressione a Buontempo. L'Unione ribatte per le rime. Alla ripresa della seduta, molti deputati hanno stigmatizzato la rissa. Il deputato di An chiede di visionare i filmati dell'Aula per quanto accaduto. Licandro, dei Comunisti italiani, invece pretende le scuse di Buontempo «per avere fatto il saluto fascista in Aula». Castagnetti, prima di riprendere le votazioni, prova a sedare gli animi: «Conosco le tecniche dell'ostruzionismo. Non accetto nella maniera più assoluta che si possa insinuare che la Presidenza abbia consentito di votare senza numero legale. Il numero legale è stato documentato. La Camera ha votato e operato in presenza del numero legale». Ma sul «saluto romano», Castagnetti taglia corto: «La Presidenza visionerà i filmati» e prenderà le decisioni «che riterrà opportune». Ma le riprese del circuito interno di Montecitorio sono praticamente fisse e in quel momento l'obiettivo era puntanto sul banco della presidenza e dunque non ha ripreso il saluto. Amichevole, di presa in giro, di tipo fascista che probabilmente non si vedeva nell'emiciclo da sessant'anni. E ora si va alla prova tv. Come per le partite di calcio quando ci sono falli particolamente cattivi, il giocatore viene espulso e le immagini servono per stabilire la gravità della scorrettezza commessa. E dunque si ricorre ai video anche delle emittenti televisive. Gli uffici di Montecitorio infatti hanno sondato informalmente la Rai, ma anche le riprese della tv pubblica non paiono di particolare qualità. Migliori sembrano essere quelle di Mediaset, potrebbero essere decisive per Buontempo e per le sue eventuali giornate di «squalifica». F. D. O.
Il caso
Prova tv sul saluto fascista, Bertinotti chiede l'aiuto a Mediaset