Politica

Il premier e il ministro da Bruxelles

Prodi-D'alema, risposta a Blair «Non invieremo altre truppe»

«L'Italia ha già inviato le sue truppe, non abbiamo in previsione nuovi provvedimenti», ha ribadito a sua volta il ministro degli Esteri Massimo D'Alema in riferimento all'invito del primo ministro britannico Tony Blair rivolto alla comunità internazionale per un maggior impegno militare a Kabul. L'Italia i suoi soldati li ha già mandati, così come deciso dal governo, ha sintetizzato il titolare della Farnesina a Bruxelles, dove partecipa con il premier al Consiglio europeo di primavera. Energia (sulla quale i 27 paesi dell'Unione sarebbero vicini a un accordo per proporre una quota del 20% di energie rinnovabili obbligatorie) clima e rilancio della Costituzione sono i temi caldi sul tavolo dei capi di governo e dei ministri degli Esteri ma per l'Italia, l'Afghanistan è un tema di primo piano, per più motivi. A Roma è in corso il delicato dibattito sul rinnovo dei finanziamenti per le missioni militari all' estero (tra le quali quella a Kabul e Herat) e inoltre le preoccupazioni del governo, in questo momento, sono tutte per la sorte del giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo in mano, da alcuni giorni, dei talebani. Molta cautela da parte dell'esecutivo in attesa di notizie certe dall' Afghanistan. Della situazione nel Paese hanno parlato ieri sera alla cena del vertice di Bruxelles. Tony Blair il quale comunque ha già invitato gli alleati a un maggior impegno militare nel sud del Paese, là dove i talebani hanno rialzato la testa e dove operano le truppe di Usa, Gran Bretagna, Canada e Olanda. L' invito è stato avanzato da Blair durante un question time alla Camera dei Comuni e fonti britanniche fanno sapere che è intenzione di Londra rinnovare l'invito. Ieri i cronisti hanno chiesto l'opinione di D'Alema a Bruxelles, prima dell' inizio del summit europeo. «C'è un decreto in Parlamento che ha deciso quello che l'Italia deve fare: quella è la decisione del governo», ha risposto D'Alema. «Non abbiamo in previsione nuovi provvedimenti. Quello che farà l'Italia è stabilito nel decreto» ha aggiunto. La situazione in Afghanistan sta entrando in una fase decisiva. Da un lato la Nato ha lanciato una forte azione militare nel sud, dove, tra l'altro, è prevista un'offensiva dei talebani in primavera. E il segretario dei Ds, Piero Fassino, in un'intervista spieg: «Per l'Afghanistan il governo sta pensando non ad una exit strategy, bensì a una success strategy con un doppio obiettivo: sconfiggere i talebani e consolidare la transizione» verso la democrazia aumentando «il grado di legittimazione e di consenso» del governo Karzai. politico@iltempo.it

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