Politica

Bersani prova a fare il bis

La famosa «lenzuolata» che il ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani ha nel cassetto da una paio di settimane è stata illustrata ieri pomeriggio al Capo dello Stato ma solo oggi, dopo che il premier avrà fatto il punto con tutti i dicasteri interessati, avrà il placet definitivo. Prodi assicura che si tratterà di misure «condivise» (il ministro Pecoraro Scanio ha già fatto sapere che non voterà una lenzuolata al buio) che saranno il frutto di un «lavoro corale» di cui tutti, e non un singolo ministro o una singola categoria, potranno prendersi il merito. Anche se elemento fondamentale sarà, quasi sicuramente, «l'effetto sorpresa». Riguardo al metodo, si scommette su un doppio binario: un decreto per le misure di maggiore urgenza ed un disegno di legge per quelle che impattano sulle categorie che necessitano di maggiore concertazione. Tante le ipotesi per quanto riguarda i contenuti ed i possibili settori toccati. Il nocciolo del testo sarà costituito da misure dirette al cittadino-consumatore, sulla scia del primo pacchetto liberalizzazioni. Misure che toccano settori su cui si erano già avute segnalazione dell'Antitrust e della Commissione europea. E in linea generale, uno degli obiettivi del provvedimento sarà quello di far cadere alcune barriere d'ingresso, che rendono difficile a nuovi operatori aprire una attività commerciale o imprenditoriale. Tra i settori che dovrebbero essere liberalizzati sembra ormai scontato quello della distribuzione dei carburanti. Il tema, dovrebbe - ma il condizionale resta d'obbligo - confluire nel testo del ddl e prevedere probabilmente una sorta di indirizzo-direttiva alla Regioni (che hanno competenza in materia). La misura punterebbe alla diversificazione dell'attività dei benzinai potenziando il settore «non oil» e garantendo così altre fonti di reddito e il contestuale abbassamento del prezzo della benzina. Altre misure dovrebbero invece toccare parrucchieri ed estetisti, con l'abbattimento di alcuni ostacoli in entrata per chi vuole aprire un'attività e forse anche agendo su alcune restrizioni di orario, come l'obbligo di chiusura il lunedì per barbieri e parrucchieri. Un altro capitolo che il testo potrebbe affrontare è quello delle ricariche dei cellulari: una misura anticipata dallo stesso Bersani qualche giorno fa che dovrebbe abolire o tagliare i costi di ricarica. E che, alcuni scommettono, potrebbe far parte del decreto apri-pista. Tra i vari temi ci potrebbe essere poi anche le banche e l'Rc auto. Il pacchetto liberalizzazioni varato a luglio prevedeva la cancellazione dei costi di chiusura dei conti correnti, ma non è intervenuto né sui costi di trasferimento titoli, né sugli adeguamenti dei tassi. Due voci su cui è possibile un intervento. Per quanto riguarda l'Rc auto, è stato proprio il ministro Bersani, nel tracciare qualche giorno fa un bilancio sul primo pacchetto di liberalizzazione, a parlare di «costi ancora non fisiologici». Il testo potrebbe contenere anche il riordino delle Authority con l'assorbimento dell'Isvap (ente di controllo su assicurazioni) in Consob e della Covip (ente di controllo su fondi pensione) in Bankitalia. Al sistema di autorità potrebbe aggiungersi quella per i Trasporti, che Bersani considera «un tassello mancante».

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