La «lenzuolata-Bersani», la lista delle nuove liberalizzazioni che il governo vorrebbe mettere in cantiere, verrà discussa, a meno di ulteriori rinvii, nel Consiglio dei ministri della prossima settimana. O meglio, come spiega lo stesso ministro, nel prossimo Cdm «potrebbe esserci qualcosa». E pensare che era stato proprio Bersani, nella sua intervista «d'inizio anno» all'Espresso a incalzare gli alleati: «Spero che nella maggioranza non ci siano ripensamenti. Non lasceremo andare tutto in cavalleria». Da allora però, il tema liberalizzazioni è diventato una sorta di tabù per l'esecutivo. Sembrava che qualcosa potesse uscire dal vertice di Caserta, ma tutto si è risolto con un incarico formale a Romano Prodi «promosso» alla guida di una «cabina di regia sulle liberalizzazioni». E anche ieri, nonostante le previsioni della vigilia, dal Consiglio dei ministri non è arrivato niente. Anzi, come ha sottolineato il sottosegretario Enrico Letta in conferenza stampa, «il Consiglio dei ministri non si è occupato di liberalizzazioni ma la loro applicazione, essendo inserita nell'agenda di Caserta, è per noi priorità». Una priorità che, al momento, dovrà attendere un'altra settimana. Il problema sembra essere sempre lo stesso: trovare una sintesi tra le proposte avanzate da Francesco Rutelli e quelle messe a punto da Pierluigi Bersani. E, anche se nell'esecutivo c'è chi assicura che sul tema esiste la «massima collegialità», le differenze restano. Così, l'ala margheritina dell'esecutivo assicura che, quello che uscirà dal prossimo Cdm, non «sarà solo e totalmente il pacchetto Bersani». Mentre dal dicastero dello Sviluppo Economico ci tengono a sottolineare che «il testo su cui si sta lavorando è quello messo a punto dal ministro con alcuni ritocchi». Nel frattempo il governo, forse per evitare le proteste di piazza che accompagnarono la prima tranche di liberalizzazioni, ha deciso di lavorare sul metodo. Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha annunciato che il collega Bersani potrebbe istituire «una sorta di bicamerale per discutere questi argomenti in modo tale che ci sia una partecipazione reale e una stretta connessione tra governo e Parlamento». E ieri, a Palazzo Chigi, Prodi, il vicepremier Rutelli, Bersani, Tommaso Padoa Schioppa, Giulio Santagata e il sottosegretario Letta hanno incontrato i vertici di Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti, Confcooperative e Cna, per discutere di liberalizzazioni, ma non solo. «Più in generale - ha detto Bersani uscendo da Palazzo Chigi -, abbiamo fatto una ricognizione per impostare il dialogo con le parti sociali nei prossimi mesi, a partire dalle piccole e medie imprese». Insomma, si torna alla concertazione. Nel frattempo, il ministro per l'Attuazione del programma Santagata ha assicurato che, sulle liberalizzazioni, «i tempi saranno rapidi». Chissà se sarà sufficiente una settimana. N. I.
In Consiglio dei ministri
Liberalizzazioni, la «lenzuolata-Bersani» slitta ancora