Politica

Il caso

«Siamo discriminate», donne di An in guerra con il leader

Daniela Santanchè apre così il suo incontro con le coordinatrici regionali e provinciali del dipartimento delle pari Opportunità di Alleanza Nazionale, dipartimento «azzerato» dal leader di An, Gianfranco Fini, nel dicembre scorso. Decisione che, agli occhi di tutte le donne del dipartimento annullato, riunite ieri a Roma, è «senza senso». L'azzeramento aveva portato da subito in Daniela Santanchè una reazione di disapprovazione, tanto da andare da Ignazio La Russa e dire «ora io ballo da sola». C'è stato poi un incontro con Gianfranco Fini, che ha calmato un po' le acque e rinviato ogni decisione a fine gennaio. L'esecutivo del partito di via della Scrofa, che si è riunito giovedì scorso, ha deciso poi che il 4 febbraio prossimo ci sarà l'assemblea delle donne di An, decisione presa, come sottolinea la Santanchè, «senza la minima consultazione e senza renderci partecipi. È un fatto gravissimo». Le donne del dipartimento però non mollano, sono pronte tutte insieme a fare squadra ed andare avanti con le loro idee, con i loro valori con la loro politica. Che sia questo l'avvio di una nuova corrente all'interno del partito di Fini? «Non ho mai ragionato in termini di corrente — risponde la Santanchè — La mia logica è sempre stata che doveva crescere chi era bravo, credendo fermamente che la politica non fosse una manciata di tessere ma fosse fatta di coesione». Le rappresentanti del dipartimento ad una ad una intervengono e dicono la loro. Adriana Primavera, coordinatrice del dipartimento per il Molise lo dice chiaramente: «Non ho più stima verso Fini, non lo capisco più. Lui ci ha azzerate? E chi se ne frega, noi siamo una squadra con nome e cognome e quindi andiamo avanti». Isi Coppola, assessore regionale del Bilancio nella regione Veneto, parla di «giornata che può passare alla storia». «Se non si è d'accordo con la linea di An — prosegue — basta non rinnovare la tessera. Ma non si può rovinare l'immagine del partito. La cosa importante è ora pensare a cosa si può fare per l'assemblea del 4 febbraio, andare cioè da Fini e dire quello che vogliamo. Non siamo né veline né un circolo sociale, siamo un partito». Ed ecco la decisione finale: oltre ad una lettera aperta a Gianfranco Fini scritta da Daniela Santanchè e firmata da tutte le donne presenti ieri a Roma, quella di preparare un documento ufficiale, che verrà presentato a Fini nell'assemblea del 4 febbraio.

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