Politica

«Le previsioni di Berlusconi?

Sempre sbagliate»

Come non accadeva più da un po' di tempo. Prodi e Berlusconi hanno rispolverato l'antica antipatia che da dieci anni li vede divisi e avversari e hanno dato fiato alle invettive. Uno scontro che, tutto sommato, conviene più all'attuale premier che al leader di Forza Italia. Perché il Professore sa che l'unica colla capace di tenere insieme la sua eterogenea maggioranza è proprio l'avversione nei confronti di Berlusconi. Così stavolta Prodi ha approfittato di un paio di battute fatte da Berlusconi il giorno prima per rispondere duramente. L'ex premier si è sfogato giovedì, tra il pranzo con i senatori di Forza Italia e gli auguri ai vertici del partito nella sede di via dell'Umiltà. La prima battuta, fulminante, all'indirizzo di Prodi è arrivata in tarda mattinata, chiacchierando davanti a palazzo Ferrajoli dove era in programma il pranzo con i senatori. Ai giornalisti che gli chiedevano che cosa pensasse delle richieste da parte dei Ds di un cambio di passo da parte del governo ha risposto sorridendo: «Una volta avevo anch'io un cavallo che non era sempre al top: glielo abbiamo chiesto tante volte di cambiare il passo, ma quando il cavallo non ce l'ha...». Più tardi, da via dell'Umiltà, la seconda frecciata, giocata sui toni dell'ironia: «Propongo un rito propiziatorio per mantenere il più a lungo possibile al governo Romano Prodi». «Non tutti i mali vengono per nuocere — ha aggiunto — visto che anche noi, se avessimo vinto in modo così risicato, con la politica e i media che ci sono in Italia avremmo governato fra mille difficoltà. In ogni caso quelli della sinistra al governo hanno fatto la figura degli incapaci e dei pasticcioni». La risposta di Romano Prodi è arrivata ieri mattina da Bruxelles, dove era andato con il vicepremer Massimo D'Alema per la riunione del consiglio d'Europa. «Berlusconi fa sempre le previsioni e poi le sbaglia. Io non faccio previsioni. Hanno deciso di ricontare le schede, ci sono delle strutture istituzionalmente preposte per farlo c'è una giunta delle Camere e del Senato che fa questo mestiere: lasciamoli fare». In serata, commentando, a scampato pericolo, il voto di fiducia al Senato sulla Finanziaria, è tornato ad attaccare Berlusconi anche se in maniera più sfumata. «Doveva cadere il governo e invece è andato tutto tranquillo, come sempre». Poco prima invece aveva difeso il ministro dell'economia Tommaso Padoa Schioppa che aveva illustrato a palazzo Madama la Manovra. «È stato un bel discorso, non di chiacchiere, che ha delineato i pilastri fondamentali della Finanziaria, nella quale tutti ci riconosciamo e che mi auguro venga presto approvata in modo che si possa attuarla in fretta». Una Manovra di cui aveva già parlato in mattinata da Bruxelles: «Non è che devo difendere ancora la Finanziaria, ma ribadisco che l'ho fatta per il bene del Paese. Nessuna medicina è dolce. Le medicine sono amare e chi non le vuole prendere non guarisce. Sottolineo che abbiamo scelto una linea dura e difficile. Le riforme sono sempre difficili, ma andiamo avanti insieme e le porteremo fino in fondo». Poi una difesa del lavoro del governo, cercando di smentire eventuali tensioni nella maggioranza: «Leggo che mi attribuiscono dei "no" oppure "altolà" che proprio non esistono. C'è unità di azione nel governo e lo abbiamo dimostrato in tante situazioni, anche complicate, superando ostacoli giudicati invalicabili». Dunque, nessuna divisione, niente tensioni: «Restiamo tutti insieme per proseguire la nostra agenda, per realizzare il programma, per rinnovare il Paese. C'è continuità nel lavoro che facciamo insieme e recupereremo incomprensioni e difficoltà di questo passaggio». Prodi è intervenuto anche sulla norma nella Finanziaria che prescriverebbe i reati contabili: «Posso assicurare che vi sarà posto ben presto rimedio».

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