Politica

Il caso

E l'Udc si divide, Buttiglione difende Romano

Il senatore dell'Udc, Rocco Buttiglione, nel corso della trasmissione "Omnibus" di La7 ha stigmatizzato i fatti di Bologna. «Il Prodi che va al Motorshow non è l'avversario politico, ma il presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica. È un'Istituzione ed è gravissimo che una Istituzione venga fischiata» ha detto Buttiglione. Ma non sono solo rose e fiori. «La sinistra dovrebbe fare un mea culpa - ha aggiunto Buttiglione - perché ad inaugurare questo sistema di far prevalere sul rispetto delle istituzioni, l'animosità politica sono stati loro. Non dimenticate quello che hanno fatto a Berlusconi, uno svilimento delle Istituzioni che è iniziato con un presidente del Consiglio e - ha concluso - continua con un altro». La pensa diversamente Casini. «Non so se i fischi rivolti a Prodi fossero organizzati, ma sicuramente sono stati la spia di un malessere reale, dello stato d'animo che c'è nel Paese e che la sinistra non può far finta di non vedere» ha affermato Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, nella registrazione della puntata di "Porta a Porta" andata in onda ieri sera. Secondo Casini, allo stesso modo è stata una spia dell'insoddisfazione «quel popolo venuto da tutta Italia a San Giovanni». Il leader dell'Udc riafferma di non essersi pentito della sua assenza a Roma. «Nessun pentimento di non esserci stato. Ero convinto che avrebbe avuto un grande successo. L'unica cosa di cui avevo la certezza è che sarebbe stata una grande manifestazione perché Prodi sta creando insoddisfazione». Queste contestazioni, secondo Casini, sono «la punta dell'iceberg di un'insoddisfazione reale che c'è nel Paese e la sinistra non può far finta di non vedere».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.