Politica

Scuola in agitazione

Professori e ricercatori oggi incrociano le braccia

Con due modalità. Gilda e Cobas per strada, e Confsal con uno sciopero generale. Anche lo Snals-Confsal ha infatti confermato per l'intera giornata di oggi, lo sciopero contro la Legge Finanziaria 2007 da parte dei lavoratori della scuola, dell'università, della ricerca e dell'Afam (Alta formazione artistica e musicale). «La penalizzazione da parte di questa Finanziaria del settore della conoscenza - si legge in una nota - è una grave iniquità per i lavoratori del comparto, pregiudica lo sviluppo culturale, economico e occupazionale del Paese e va contro gli accordi europei. Inoltre, secondo il sindacato, il piano di stabilizzazione dei precari non ha una copertura finanziaria certa. «La valorizzazione professionale ed economica dei docenti - comunica lo Snals - e di tutto il personale della scuola, dell'università, della ricerca e Afam, viene mortificata con la negazione di congrue risorse esigibili nell'anno finanziario 2007. Il piano di stabilizzazione dei precari non avendo, com'è necessario, una copertura finanziaria certa e determinata rimane virtuale. Anche La Gilda degli insegnanti ha ribadito i motivi per lo sciopero della scuola. La Gilda ha rilevato che il contratto precedente non è stato rispettato affermando che lo 0,7% e 155 milioni di euro previsti e finanziati sono rimasti nelle casse del tesoro. Al Senato viene chiesto inoltre di modificare la legge per cui è prevista la cancellazione dalle graduatorie permanenti dei precari. Nel complesso, tutti i sindacati autonomi del pubblico e del privato che fanno capo alla Confsal aderiscono allo sciopero generale. La Confederazione presieduta da Marco Paolo Nigi giudica la manovra penalizzante per i lavoratori dipendenti e i pensionati, socialmente iniqua per i tagli di spesa dei servizi pubblici primari e insostenibile per il pesante aumento del prelievo fiscale complessivo. La Confsal, che rappresenta complessivamente 1 milione di lavoratori, rende noto che i settori pubblici e privati interessati dallo sciopero sono, tra gli altri: la scuola e l'università (professori e personale non docente), il servizio sanitario nazionale (Asl, medici e personale paramedico), gli enti locali (dipendenti di comuni, province e regioni, delle camere di commercio e i vigili urbani), le Poste, la Banca d'Italia. Lo sciopero chiude la prima fase della protesta caratterizzata da manifestazioni tenutesi in molte città italiane, a partire da quella di Roma del 20 ottobre.

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