Politica

Il caso

Gli eredi della vecchia Dc sono sparpagliati tra le due coalizioni

Certo, non è più quella della prima Repubblica ma è ancora protagonista sulla scena politica italiana. Di eredi la Dc ne ha lasciati molti sul palcoscenico della politica nella seconda Repubblica. A cominciare dai senatori a vita. Quattro su sette provengono dalla storia democristiana: Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Giulio Andreotti ed Emilio Colombo. Per il resto, la galassia degli ex democristiani ha messo radici sia nel centrodestra che nel centrosinistra. Tutti i suoi esponenti, però, o almeno la maggior parte, sembrano avere nel cassetto un sogno: il grande centro. Ma veniamo alle forze in campo. Con la Casa delle libertà ci sarebbe, almeno in teoria, ancora l'Udc di Pier Ferdinando Casini, cresciuto politicamente da Arnaldo Forlani, di Bruno Tabacci, Carlo Giovanardi e Rocco Buttiglione. Fino a poco tempo fa insieme a loro c'era anche Marco Follini che poi ha fondato «l'Italia di mezzo». Sempre nel centrodestra c'è anche un'altra Dc, la Democrazia cristiana per le Autonomie, fondata il 23 dicembre di due anni fa da Gianfranco Rotondi, scuola democristiana irpina e primo nell'appropriarsi della storica denominazione del partito che fu di Sturzo e Moro dopo lo scioglimento della Democrazia cristiana nel gennaio 1994. La Dc presente oggi nel centrodestra non finisce qui: diversi esponenti dell'ex Balena bianca sono emigrati in Forza italia, come gli ex demitiani Angelo Sanza e Giuseppe Gargani, l'ex ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, Claudio Scajola o Alfredo Vito, ex mister centomila, soprannome che gli venne affibbiato nella prima Repubblica per il numero record di preferenze (prima che il referendum le abolisse) ottenute alle elezioni politiche. Alla Camera, poi, sotto le insegne Dc-Nuovo Psi, c'è anche Paolo Cirino Pomicino, ex ministro di scuola andreottiana. Nell'orbita del centrodestra anche Rifondazione democristiana, la più giovane delle Dc del 2000, nata appena due mesi fa per iniziativa di Publio Fiori, ex andreottiano della prima Repubblica. All'ombra dello Scudo crociato anche il duello tra Angelo Sandri e Giuseppe Pizza. I due, inizialmente, sono i prosecutori dell'esperienza politica «Rinascita della Democrazia Cristiana», portata avanti da Flaminio Piccoli e Giuseppe Alessi. Nasce una nuova Democrazia cristiana: Sandri ne diventa il segretario per un biennio, dal 2002 al 2003, ma poi deve passare il testimone a Pizza. L'unione si sfalda. Si va avanti tra carte bollate e ricorsi fino al novembre di quest'anno, quando i giudici decidono che è Pizza a poter usare legittimamente nome e simbolo della Dc. Molta Dc anche nel centrosinistra, a cominciare dal Presidente del Consiglio Romano Prodi. Democristiano di partito, per la verità, l'attuale premier non lo è mai stato, ma di certo, allo scudocrociato guardava durante gli anni della sua carriera come manager di Stato. Radici certamente democristiane, invece, ha il ministro Guardasigilli Clemente Mastella, anni fa delfino di Ciriaco De Mita e dal 1999 alla guida dell'Udeur, partito di centro che si ispira ai valori del cristianesimo democratico. Un partito nato dopo la breve esperienza dell'Udr, ispirata da un altro grande esponente della Dc (quella originale), il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, oggi senatore a vita, se pure dimissionario, insieme ad un altro protagonista assoluto della Dc, Giulio Andreotti. Senza dimenticare l'esperienza di Mastella nel centrodestra: nel 1994 con Pier Ferdinando Casini fonda il Ccd e i due si meritano l'appellativo di dioscuri e l'ironia di Berlusconi che liquida il loro consenso elettorale come pari a un prefisso telefonico. E Dc, naturalmente, sono anche i Popolari, creati dall'ex (e ultimo) segretario democristiano Mino Martinazzoli nel 1994 e poi confluiti nella Margherita di Francesco Rutelli. Primo fra tutti, l'ex segretario democristiano ed ex presidente del Consiglio Ciriaco De Mita. Insieme a lui, tra gli altri, Gerardo Bianco, che del Ppi è stato anche capogruppo alla Camera, il vice presidente della

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