Politica

La polemica

L'Unione insiste: «Guzzanti si dimetta»

Una vera e propria bufera, che si tinge di giallo in serata, sulla scia della notizia che anche Mario Scaramella, consulente di Guzzanti alla Mitrokhin, è risultato contaminato dal polonio 210. E così il Senato annuncia di aver «attivato le procedure per una immediata verifica dell'eventuale presenza di agenti contaminanti» nella sala di Palazzo Madama dove il 21 novembre si è svolta la conferenza stampa di Guzzanti alla quale era presente anche Scaramella. Ma per tutto il giorno sono state le accuse a Guzzanti e la difesa di FI a tenere banco. Un atteggiamento che il senatore azzurro si sarebbe aspettato prima. «Meglio tardi che mai» è stato il suo commento. A difendere Guzzanti ci pensa il coordinatore azzurro Sandro Bondi che parla di «vergognoso attacco mediatico per l'eccellente lavoro svolto come presidente». Mentre Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore di FI, evoca la vicenda delle intercettazioni Fassino-Consorte e attacca l'Unione: «Vengono accesi tutti i fari solo su uno spezzone dell'attività del presidente della Mitrokhin attraverso intercettazioni telefoniche indebite, ma che hanno il classico scopo di sotterrare quello che la commissione ha accertato nel corso dei suoi lavori». Tutti, a via dell'Umiltà, sostengono Guzzanti mentre il senatore azzurro risponde a Prodi, che annuncia querele anche nei suoi confronti: «Lo faccia, sarà il processo del secolo». Dalla maggioranza la risposta è durissima, si chiedono le dimissioni di Guzzanti da senatore e un'inchiesta che non lasci «angoli bui» da parte del Copaco che dovrà ascoltare gli ex direttori di Sismi e Sisde e il senatore a giorni. La prossima mossa rilevante della vicenda, però, potrebbe venire dal Pm romano Pietro Saviotti, che starebbe considerando la possibilità di avanzare alla Giunta del Senato una richiesta di autorizzazione per utilizzare in sede di inchiesta anche le intercettazioni che riguardano Guzzanti.

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