Non posso continuare a fare tutto da solo, serve una squadra che mi sia vicina e lavori con me». Silvio Berlusconi è sereno. Determinato. Se ne sta ancora all'ospedale di San Raffaele di Milano. Con lui in stanza ci sono stabilmente solo la segretaria Marinella e il braccio destro Valentino Valentini. Punto. Gli hanno fatto visita anche il portavoce Paolo Bonaiuti e il direttore del Tg4 Emilio Fede. Il resto, la maggior parte degli azzurri, collaboratori e fedelissimi hanno evitato anche di chiamare. Perché la direttiva interna di Forza Italia è di lasciarlo riposare ed evitare di disturbarlo. Per esempio un suo amico come Gianfranco Rotondi non ha fatto nemmeno un colpo di telefono, andrà a trovarlo direttamente oggi in ospedale: «Ma solo per fare un po' di compagnia». Il Cavaliere, appena uscito dalla terapia intensiva, voleva subito mettersi al lavoro. S'è fatto portare da Arcore le cartelline con i dossier della manifestazione di sabato: resta quella la sua unica, vera, grande passione di questi giorni. Avrebbe anche voluto fare un po' di telefonate a una lista di veri vip da chiamare in piazza, alcuni testimonial da convincere all'ultimo minuto. Si tratta di alcuni imprenditori e rappresentati delle categorie professionali. Ma alla fine ha desistito. La sua voce, raccontano, ha cambiato tono quando i medici lo hanno rassicurato sul grande corteo di sabato e sul fatto che potrà comunque partecipare. È tornato il timbro squillante che sembrava essere svanito domenica. Certo, è presto per fare valutazioni politiche. Quello che è chiaro è che Berlusconi vuole andare avanti, pensa già al dopo 2 dicembre. «Ma che ritirarsi - racconta Francesco Nucara, segretario del Pri che era stato a cena dal Cavaliere la settimana scorsa -. Quello che è accaduto è una sciocchezza, a noi che facciamo questa vita è capitato qualche volta. No, Silvio ha fatto cinque mesi di vacanza quest'estate. Ha riflettuto, ha avuto da pensare su quello che voleva fare da grande. E ha deciso: vuole continuare con la politica. Quindi...». I fedelissimi di Forza Italia mantengono il più stretto riserbo. Nessuno si spinge oltre le dichiarazioni di circostanza. Solo Antonio Palmieri, il responsabile della comunicazione internet, prova a tirare le somme: «Come ci insegna lo stesso presidente da un male può nascere un bene. Sabato verranno in tanti e credo che la manifestazione oltre a un gigantesco "basta Prodi", sarà un colossale "Forza Silvio"»... Insomma, l'argomento successione sembra già archiviato. La sintesi più efficace la fa un collaboratore dell'ex premier ovviamente sotto giuramento di anonimato: «Sa perché il Dottore s'è sentito male? Perché è incinta. Del suo erede». Resta però il problema. Che farà il Cavaliere ora? In verità qualcosa già l'aveva detta proprio nel discorso dell'altro ieri quando la sua voce s'era già incrinata e poco prima di collassare: «Non si può fare in modo che a difendere la libertà sia lasciato un uomo solo, con i suoi collaboratori e i partiti alleati: dobbiamo essere di più per difenderla. Dobbiamo lanciare una nuova discesa in campo per dare più forza a chi è in campo da 13 anni, a chi ha lasciato la propria professione e oggi ha bisogno di qualcuno che si aggiunga al suo lavoro con maggiore entusiasmo». Ora il leader della Cdl spingerà ancora di più sul progetto di rivedere l'assetto dei suoi collaboratori. L'idea è quella di spingere ancora per creare una nuova classe dirigente non solo di Forza Italia, ma dell'intera coalizione. «Silvio insisterà sul progetto di far entrare al suo fianco quarantenni a cui delegherà sempre maggiori responsabilità - spiega un esponente politico a lui vicino -. D'altro canto lo ha annunciato già diverse volte e il progetto è avviato. È necessario ragionare con un'ottica più ampia che non riguarda più solo Forza Italia e neanche solo il centrodestra, ma si deve pescare anche fuori, all'esterno».
Berlusconi: «Ora una squadra con me»
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