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Domani la festa a Bologna

Primarie, anniversario amaroUn anno fa Prodi fu incoronato leader. Oggi la base accusa: «Dimenticati»

Un modo, dopo Orvieto, per riflettere, anche a livello di «base» sul Partito Democratico. E che, gioco forza, fa irritare quanti, come la sinistra Ds, sono contrari al nuovo soggetto unitario. Ma diventa anche occasione per il ministro Arturo Parisi per ribadire la bontà del metodo «una testa, un voto» che ha fatto discutere ad Orvieto dopo la relazione di Vassallo. Per quello che fu tra i massimi promotori della consultazione le primarie furono «un bagno di democrazia partecipata» in cui «ogni cittadino si sentì coinvolto nella scelta del candidato premier. Non era mai avvenuto in Italia e il merito dell'iniziativa fu di tutti: partiti, associazioni, sindacati, comitati per le primarie, cittadini». Una «sinergia perfetta» in una occasione nella quale «il principio elementare della democrazia "una testa, un voto" dimostrò che la politica ha senso quando è partecipata e quando chi partecipa sente di decidere». Ma un anno dopo c'è anche chi, come Ivan Scalfarotto, candidato a quella «competizione», si lamenta: «Le hanno dimenticate». Mentre accende le polemiche la richiesta di Gregorio Gitti di accedere agli elenchi dei più di quattro milioni di italiani che votarono alle primarie. Il premier domani festeggerà con un «pranzo sociale» in un circolo Arci sotto le due Torri con quelli della «Fabbrica del programma» del ministro Giulio Santagata. Per Ds e Dl, le iniziative sulle primarie saranno un'occasione di dibattito sul Pd visto che oggi l'Unità ed Europa pubblicheranno le tre relazioni del seminario di Orvieto, i risultati dei gruppi di lavoro e gli interventi dei tre leader. Anche se è di ieri l'ennesimo altolà della sinistra della Quercia.

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