Anzi l'affare sembra complicarsi dopo che nel gruppone dell'Ulivo, è scoppiata, all'improvviso, una lite tra Roberto Manzione, che fa parte della Giunta delle elezioni, e Luigi Zanda, che è uno dei vicepresidenti del gruppo, sulla validità del ricorso di Pannella e soci. Una lite che ha portato Manzione ad autosospendersi dal gruppo, perché si ritiene vittima di una «censura preventiva» di un suo comunicato da parte di Zanda. Manzione ha chiesto «un chiarimento» subito a Francesco Rutelli, Willer Bordon e Anna Finocchiaro avvertendo che il suo rientro è legato al «ripristino dell'agibilità democratica nel gruppo». Zanda, invece, non ha replicato chiudendosi in un irritato silenzio. La polemica, che investe due esponenti della Margherita, è montata dopo che la Giunta delle elezioni, che sta esaminando il ricorso degli esclusi, mercoledì sera ha deciso di nominare un comitato inquirente con il compito di acquisire atti e di udire sei esperti prima di prendere una decisione definitiva. Ma dopo la riunione, a detta di Manzione, Zanda aveva fatto cestinare una sua dichiarazione nella quale, in sostanza, spiegava perché «non ritiene manifestamente infondato» il ricorso della Rosa nel Pugno e degli altri e chiede un supplemento di indagini. La vicenda è estremamente delicata perchè, se passasse il ricorso degli esclusi, tra gli otto senatori in uscita da palazzo Madama ci sarebbe proprio il vicecapogruppo dell'Ulivo Zanda. Insomma, ci sono tutti gli elementi per aumentare il nervosismo in casa della Margherita e il riserbo di queste ore dell'intero ufficio di presidenza ne è un segnale. Anche se trapela una irritazione verso Manzione accusato da qualche senatore di voler creare un caso.
Commenti
I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.