Politica

È FURIBONDO.

Una proposta che prevede, tra l'altro, di mandare sul satellite Rete4, sulla quale va in onda il suo telegiornale. Per il direttore del Tg4 l'iniziativa del governo unionista è un attacco a Silvio Berlusconi, ma potrebbe anche rivelarsi un boomerang, cioè un «regalo politico» all'ex premier «in funzione delle prossime consultazioni elettorali». Che cosa sta succedendo, direttore? «Tentano di fare il colpo che altri hanno già tentato e che non sono riusciti a portare a termine anche grazie al referendum». Ora ci riprovano... «Ci riprovano». Ci riusciranno? «Intanto parliamo di un ddl, cioè di una proposta di legge. È comprensibile che la cosa abbia suscitato l'entusiasmo di Antonio Di Pietro. Questo era prevedibile...». Ma...? «Ma spero che in Parlamento di entusiasmo ce ne sia meno. Ho fiducia nella parte sana del centrosinistra, che esiste, anche se ci sono dei quaquaraquà». Non si sente nel mirino dell'esecutivo di centrosinistra? «Credo che l'obiettivo di qualcuno sia proprio Emilio Fede. Ma credo anche che l'obiettivo di gran parte degli esponenti di centrosinistra sia invece di rispettare l'informazione, il pluralismo e l'obiettività. E anche Fede, che di tutte queste cose è stato autorevole garante in cinquant'anni di giornalismo». Pensa che se ne terrà conto in Parlamento? «Spero che quel rispetto farà sì che in Parlamento verrà rispettata la nostra realtà, che è stata già più che rispettata nel referendum dalla stragrande maggioranza degli italiani. E aggiungo una cosa...». Cosa? «Che togliere voce a Emilio fede significa per questo governo, che già di proteste ne ha tante, sollevarne anche delle altre perché i nostri spettatori sono dei fedelissimi». Si trasferirà su un'altra rete? «No. Assolutamente, non esiste un'ipotesi del genere». E se la mandano sul satellite? «Se mi mandano sul satellite, resterò lì...». Mau. Gal.

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